France Gall

France Gall

nata il 9.10.1947 a Paris, Île-de-France, Francia

morto il 7.1.2018 a Neuilly-sur-Seine, Hauts-de-Seine, Francia

Alias Isabelle Geneviève Marie Anne Gall

France Gall

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Isabelle Géneviéve Marie Anne "France" Gall (Parigi, 9 ottobre 1947) è una cantante francese.

Biografia

Figlia del paroliere Robert Gall, noto per aver scritto brani per Charles Aznavour e per Edith Piaf, France diventa famosa in Francia non ancora sedicenne, quando nel 1963 incide il suo primo singolo Ne sois pas si bête e arriva al primo posto delle classifiche francesi. In seguito le vengono affidate canzoni di Serge Gainsbourg come Laisse tomber les filles, Les Sucettes e Poupée de cire, poupée de son che vince l'Eurovision Song Contest del 1965 svoltosi a Napoli. Di quest'ultima canzone esiste anche una versione in italiano intitolata Io sì, tu no.

Il repertorio di France Gall si inserisce nel filone yéyé, ma mentre i suoi colleghi dell'epoca (fra cui il cantautore Claude François con cui ebbe una liason amorosa) elaboravano cover di brani anglosassoni, lei si è sempre servita di autori francesi, grazie anche all'aiuto del padre. Uno dei suoi primi successi, Sacré Charlemagne, fa addirittura il giro del mondo vendendo milioni di dischi anche in Giappone. La cantante Milena ne incide una versione in italiano (elaborata da Giorgio Calabrese) che riscuote un certo successo anche in Italia.

Una serie di decisioni sbagliate (come quella di aver partecipato, e di aver addirittura vinto, all'Eurofestival sotto la bandiera lussemburghese, sgarbo mai perdonato Oltralpe) e alcune cadute di stile nelle scelte di repertorio da parte dei suoi autori la fa cadere per alcuni anni nel dimenticatoio, ma France continua a incidere in lingua tedesca tra il 1966 e il 1972, servendosi di autori quali Horst Buchholz e Giorgio Moroder.

Nel 1969 partecipa anche ad una edizione del Festival di Sanremo con La pioggia cantata in coppia con Gigliola Cinquetti. La versione francese della canzone sanremese si intitola L'orage.

Nel 1976 si sposa con il paroliere Michel Berger che aveva conosciuto qualche anno prima e grazie al quale inizia una nuova carriera soprattutto a teatro. Il musical Starmania resta in programma al Palazzo dei Congressi di Parigi per un anno intero. Anche gli spettacoli successivi ai quali partecipa ottengono il favore del pubblico.

Dopo la nascita dei due figli Pauline Isabelle nel 1978 e Raphael Michel nel 1981 riduce l'attività lavorativa per dedicarsi alla famiglia, privilegiando le attività umanitarie sullo stile del Band Aid inglese con campagne a favore dell'Etiopia e del Mali.

La fine degli anni 90 rappresenta un periodo di lutti per la cantante: il marito muore per un attacco cardiaco nel 1992 prima del completamento di un disco che avrebbe rappresentato una tappa importante per la cantante, la figlia muore a causa della mucoviscidosi nel 1997. Provata da questi lutti decide quindi di ritirarsi definitivamente dalle scene.

Discografia parziale

Singoli

  • Ne sois pas si bête (settembre 1963)
  • N'écoute pas les idoles (1964)
  • Laisse tomber les filles (1964)
  • Sacré Charlemagne (1964)
  • Poupée de cire, poupée de son (1965)
  • Attends ou va-t'en (1965)
  • Baby pop (1966)
  • Les sucettes (1966)
  • Bébé requin (1967)
  • Toi que je veux (1967)
  • La Déclaration (1974)
  • Comment lui dire? (1975)
  • Donner pour donner (con Elton John, 1980)
  • Tout pour la musique (1982)
  • Babacar (1987)
  • Ella, elle l'a (1987)
  • Évidement (1988)
  • Laissez passer les rêves (1992)

Album

  • France Gall (1965) - Mai distribuito ufficialmente, presente in Italia solo in poche copie promozionali con copertina di stampa francese e disco di stampa italiana
  • France Gall (1975)
  • Dancing disco (1977)
  • Tout pour la musique (1981)
  • Débranche (1984)
  • Babacar (1987)
  • Le Tour de France 88 (Live-Album, 1988)
  • Double jeu (con Michel Berger 1992)
  • France (1996)
  • Evidemment, l'Anthologie des années Warner (2004)

Bibliografia

  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, alla voce France Gall, pag. 721

Altri progetti

  • Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su France Gall

Collegamenti esterni

  • (EN) France Gall, su Discogs, Zink Media.
Controllo di autorità VIAF: (EN) 29717947 · LCCN: (EN) no2001032830 · ISNI: (EN) 0000 0000 7988 5702 · GND: (DE) 119296748 · BNF: (FR) cb13894261j (data)
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