Mina

Mina

nata il 25.3.1940 a Busto Arsizio, Lombardia, Italia

Links www.minamazzini.com (Italiano, Tedesco)

Mina (cantante)

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Mina

Mina, durante un'esibizione nel programma televisivo della Rai Teatro 10 nel 1972
Nazionalità  Italia
Genere Pop[1]
Rock[1]
Jazz
Swing
Scat
Musica napoletana
Musica latina
Musica sacra
Opera lirica
Periodo di attività
1958in attività
Album pubblicati 113
Studio 69
Live 3
Raccolte 40
Gruppi e artisti correlati Lucio Battisti, Pino Presti, Gianni Ferrio, Adriano Celentano, Augusto Martelli, Tony De Vita, Bruno Canfora, Ennio Morricone, Giorgio Gaber.
Sito ufficiale
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica

Mina (Busto Arsizio, 25 marzo 1940) è una cantante e produttrice discografica italiana.

Dopo il matrimonio del 10 gennaio 2006 con Eugenio Quaini è diventata Mina Anna Quaini secondo la consuetudine svizzera. Erroneamente molte fonti riportano Anna Maria Mazzini come nome di nascita di Mina, che in realtà è Mina Anna Mazzini.[2]

Annoverata tra le più grandi cantanti italiane di tutti i tempi,[3][4][5][6] è nota per le qualità della sua voce che si possono definire di soprano drammatico d'agilità, pur non avendo l'impostazione accademica del soprano classico.[7] Il suo strumento, dal timbro caldo e personalissimo, subito riconoscibile, è dotato di grande ampiezza, estensione, agilità, capace di coniugare la potenza vocale con la duttilità, ed è sostenuto da una tecnica saldissima; Mina si distingue anche per le doti interpretative e l'ecletticità, che l'hanno portata ad affrontare con successo generi musicali spesso lontani tra loro.[8]

Durante la sua carriera, Mina ha interpretato oltre 1.400 brani[9] e venduto più di 150 milioni di dischi[10].

Biografia

La sua carriera, lunga più di mezzo secolo, è iniziata alla fine degli anni cinquanta. Sulla scena internazionale ha raccolto il plauso di artisti quali Frank Sinatra[11], Louis Armstrong[12], Michael Jackson[13], Aretha Franklin[14], Antony and the Johnsons, Jennifer Lopez[13], Monica Naranjo, Céline Dion[14], Barbra Streisand[14], Liza Minnelli, Luciano Pavarotti[15], Maria Callas, e Giorgio de Chirico.

"Mina non ha avuto bisogno di andare in giro per il mondo per farsi conoscere ed apprezzare dalla gente: è la gente ad andare spontaneamente da lei, riuscendo a cogliere la sua anima anche senza vederla"
(Celine Dion)

È l'interprete più presente in assoluto nelle classifiche di vendita italiane. Decise di lasciare le scene alla fine del 1978, ritirandosi a vita privata e scegliendo di non far apparire più in pubblico la sua immagine. Il suo percorso professionale prosegue, da quel momento, quasi esclusivamente attraverso il manifestarsi della sua voce. L'artista continua infatti ad incidere dischi con cadenza annuale, a condurre programmi radiofonici, a collaborare con alcune riviste e quotidiani in qualità di opinionista e a prestare la sua voce in alcuni spot pubblicitari.

Solo nel 2001 si è fatta eccezionalmente riprendere nel suo studio di registrazione di Lugano (GSU), permettendo al pubblico di assistere alla nascita di un suo disco. Il filmato, diffuso in streaming, ha registrato un record di contatti, con oltre 20 milioni di connessioni.[16]

Nello stesso anno è stata insignita dell'onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica dal presidente Carlo Azeglio Ciampi. Trasferitasi a Lugano nel 1966, ha ottenuto anche la cittadinanza svizzera nel 1989.

Nel corso della sua carriera ha inciso più di 1.400 brani e venduto oltre 150 milioni di dischi. Dal 1958 ad oggi, il 2004 e il 2008 sono stati gli unici anni in cui Mina non ha pubblicato nessun nuovo brano. Il suo album finora più venduto è stato Mina Celentano con 1.600.000 copie, cantato appunto in duo col Molleggiato. A seguire, la raccolta Del mio meglio (1970), che ha superato il milione di copie. Gli album di inediti più venduti sono stati Frutta e verdura (1973) e Attila (1979), il primo doppio album pubblicato dopo il suo ritiro dalle scene, che vede il debutto del figlio Massimiliano, allora sedicenne.

Diversi musicisti come Lucio Battisti, Pino Presti, Augusto Martelli, Gianni Ferrio, Bruno Canfora, Armando Trovajoli, Ennio Morricone, Tony De Vita, Gian Piero Reverberi, Vittorio Buffoli, Osvaldo Miccichè, Victor Bach, Riccardo Cocciante, Zucchero Fornaciari, Giorgia, Fausto Leali, Massimiliano Pani ed autori quali Fabrizio De André, Franco Califano, Gino Paoli, Alberto Testa, Mogol, Leo Chiosso, Maurizio Costanzo, Ghigo De Chiara, Paolo Limiti, Nino Romano, Adriano Celentano, Andrea Lo Vecchio, Cristiano Malgioglio, Renato Zero, Giorgio Gaber, Piero Cassano hanno dato un contributo significativo alla carriera artistica di Mina scrivendo per lei o duettandoci insieme[17].

Nonostante i vari musicarelli interpretati a inizio carriera, Mina non ha mai voluto abbracciare seriamente la carriera cinematografica sebbene non le siano mancate proposte di indubbio valore: le più celebri sono certamente quelle di Federico Fellini per i film Satyricon e Il viaggio di G. Mastorna, che non fu mai realizzato proprio per il rifiuto della stessa cantante.[18]

Infanzia e adolescenza Mina prima di Mina

Mina nasce a Busto Arsizio nel 1940, periodo in cui il padre Giacomo Mazzini, detto Mino, e la madre Regina Zoni, detta Gina, originari cremonesi, vivevano temporaneamente nell'Altomilanese bustocco. Nel 1943 infatti, quando Mina ha tre anni, fanno ritorno a Cremona con residenza prima in Viale Po e successivamente in Corso Mazzini. Mina è uno dei simboli della città di Cremona da quando, allinizio della sua carriera, la conterranea giornalista e amica Natalia Aspesi coniò per lei il soprannome Tigre di Cremona. Poco tempo dopo il trasferimento nasce Alfredo, fratello minore di Mina, che morirà in un incidente stradale nel 1965 a soli ventidue anni. Anch'egli aveva intrapreso la carriera di cantante, soprannominato dalla stessa Mina "Geronimo", per via del naso aquilino che lo rendeva somigliante all'omonimo capo indiano.

All'età di tredici anni il padre la iscrive alla Canottieri Baldesio, società sportiva frequentata dalla buona borghesia cremonese. Diventa una discreta nuotatrice, partecipa a diverse gare e in una competizione regionale si classifica seconda. Proprio sul bordo della piscina intorno ai sedici anni, conosce il suo primo ragazzo, Daniele Parolini, prestante terzino della Cremonese, che è poi diventato cronista sportivo al Corriere della Sera[19].

A infonderle l'amore per la musica è sua nonna Amelia, cantante lirica, che preme perché prenda lezioni di pianoforte, ma lo studio teorico non è fatto per lei[20]. Dopo aver concluso le scuole medie presso il collegio di suore della Beata Vergine inizia a frequentare l'Istituto tecnico commerciale statale Beltrami, ma tale indirizzo non risponderà mai alla sua propensione: studia svogliatamente e alla fine del quarto anno lascia la scuola volgendosi alle proprie passioni. Ha altri interessi, ama leggere, soprattutto libri di fantascienza, ma cantare è ciò a cui si dedicherà con più slancio e passione. Si esibiva già a scuola, su richiesta dei compagni, nei momenti di ricreazione.

La carriera

Gli esordi alla Bussola e con gli Happy Boys

Nell'estate del 1958, come ogni anno, la famiglia Mazzini si trova per le vacanze estive a Forte dei Marmi, e come ogni sera, Mina con il suo gruppo di amici resta alla Bussola di Marina di Pietrasanta (in Versilia), fino a che l'orchestra ha finito di suonare; ma una sera, a differenza delle altre, gli amici sfidano scherzosamente una Mina giovanissima, ancora inesperta ma piena di entusiasmo e spontaneità, a salire sul palco[21]: lei accetta e facendosi dare il microfono da Don Marino Barreto, cantante di quella serata, si esibisce senza alcun imbarazzo. Il proprietario del locale, Sergio Bernardini, nelle sere successive dovrà frenarla dal salire continuamente sul palco per cantare. Mina nel 1958 è descritta come una deliziosa ragazza, molto solitaria, tranquilla e allo stesso tempo irrequieta, estremamente sensibile, "un po' matta", piena di entusiasmo e simpatia, che celano in realtà una profonda timidezza e paura[22], mai completamente vinte, con una voce fuori dal comune nutrita dall'ascolto di "mostri sacri" americani quali Frank Sinatra, Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Elvis Presley, e una gestualità stravagante che si accompagna perfettamente all'innegabile e travolgente senso del ritmo[23].

In quegli anni a Cremona è presente un gruppo musicale che sta riscuotendo rilevante successo sia in ambito nazionale che internazionale: gli "Happy Boys". La band, fondata nel 1949 da Nino Donzelli, di cui fanno parte anche il fratello Renzo alla chitarra, il pianista Giorgio Levi, il cantante-bassista Giacomo "Micio" Masseroli e il batterista Fausto Coelli, diventa ben presto famosa nelle balere della zona cremonese, nonché a Mantova, Parma, Piacenza. Nel 1954 vengono invitati alla Bacchetta d'oro Peziol, nota trasmissione radiofonica condotta da Nunzio Filogamo. L'impresario ebreo-egiziano Davide Matalon nel 1956 li scrittura per alcune serate in Italia e propone loro anche un contratto di tre mesi in Turchia[24]. In un afoso pomeriggio di fine agosto del 1958, il giorno dopo aver assistito ad una loro esibizione al circolo Filodrammatici di Cremona, e dopo una sola settimana dalla sua prima improvvisata "esibizione" alla Bussola, Mina si reca a casa di Nino e Renzo Donzelli proponendosi come cantante. Una rapidissima dimostrazione delle proprie doti vocali e i ragazzi la accolgono subito nel gruppo, che ha già in programma varie serate nelle balere della zona per i giorni successivi.[25] La ragazza, desiderosa di parteciparvi, prova per tutta la settimana e fa la sua prima apparizione con gli Happy Boys il 14 settembre del 1958 a Croce Santo Spirito, una frazione di Castelvetro Piacentino: il nome con cui viene presentata è Mina Georgi. Il pubblico ne è entusiasta[26].

Il debutto vero e proprio avviene tuttavia qualche giorno più tardi, il 23 settembre 1958 a Rivarolo del Re, comune del cremonese: gli Happy Boys devono esibirsi alla serata finale della rassegna insieme a due cantanti famosissimi in quel periodo, Natalino Otto e Flo Sandon's, interpreti di molti successi e reduci da una partecipazione al Festival di Sanremo.[27] L'esibizione di Mina è entusiasmante a tal punto che il pubblico chiede a gran voce il bis. Tra gli organizzatori, se pur soddisfatti, c'è un certo imbarazzo, poiché il bis era previsto per Natalino Otto e Flo Sandon's, i quali se ne vanno un po' risentiti.[28] Alcuni anni dopo Flo Sandon's trovandosi ospite a Canzonissima e ricordando l'episodio con lei, allora presentatrice della trasmissione, pubblicamente ammetterà: «Quella volta tu, Mina, mi hai rovinato la serata».

La stessa Mina ha ricordato quella prima volta a Rivarolo sul quotidiano La Stampa nel 22 settembre 2008:[29]

"Cinquantanni spaccati fa, una lungagnona col vestito da cocktail sottratto di nascosto alla madre, saliva sul palco traballante di una balera lombarda. Si ricorda che labito era blu e bianco. Lucido. Si ricorda che dopo aver cantato la prima canzone, il titolo? no, è troppo, si arrabbiò perché la gente applaudiva. «Io canto per me. Cosa centrano loro?». Non aveva le idee chiare. O forse era troppo lucida. Si ricorda che alla fine di quella primissima esperienza scappò via perché i genitori non sapevano... non volevano. A diciottanni era dobbligo ubbidire. Ma non laveva fatto. E doveva correre a rimettere labito a posto il più in fretta possibile. Si ricorda che poco dopo, dietro le sue insistenze, il padre aveva convinto la madre a lasciarla fare: «Tanto, cosa vuoi, durerà qualche settimana questa follia. Lasciamola fare». La lungagnona, invece, è ancora qui che rompe le scatole con quel piccolo meccanismo misterioso che sono le canzoni. Che lei ama e rispetta. E... e... e la lungagnona non si ricorda altro."
(Mina)

e sul settimanale Vanity Fair (n.39/2011) del 5 ottobre 2011, ricordando Flo Sandon's scriverà:[30]

"Ho un dolcissimo ricordo di Flo Sandons che ho visto la primissima volta che sono salita su un palco. Lei e il marito, il grande Natalino Otto, erano le star della serata. Io, sconosciutissima, cantavo con un gruppo cremonese, per la prima volta, appunto. Eravamo in una classica balera lombarda. Alla fine ricordo che mi dissero: Lei farà strada. La prima cosa che mi stupì fu il fatto che mi dessero del lei e poi pensai: "...Questi due ..son matti"."
(Mina)

Anche gli Happy boys sono entusiasti di Mina e Nino Donzelli invita il manager Matalon ad assistere all'esibizione successiva prevista a Casteldidone.[28]

1958-1959 Mina & Baby Gate con la Italdisc

Davide Matalon, gran patron della Italdisc, è all'inizio un po' titubante, ma viene convinto dal suo consulente musicale Giulio Libano, che dopo aver ascoltato Mina ne è subito entusiasta. Quindi le fa incidere quattro canzoni: Be Bop a Lula e When con l'etichetta Broadway e con il nome d'arte "Baby Gate"; Non partir e Malatia con l'etichetta Italdisc e il nome reale Mina. In attesa di capire quale delle due immagini artistiche avrà maggior successo di pubblico, in questa primissima fase della carriera, Mina e il suo alter-ego Baby Gate convivono sul mercato.

Per saggiarne le capacità, Matalon la fa partecipare alla Sei giorni della canzone, competizione canora milanese ripresa dalla televisione. Il 1º dicembre 1958, Mina, con il brano Proteggimi, partecipa alla serata inaugurale al Teatro Smeraldo. Presentatore è Corrado, ospite d'onore Mike Bongiorno. Arriva seconda (prima è Wera Nepy con Chiamami autunno) ed è un successo.

Matalon offre agli Happy Boys l'occasione di una tournée in Turchia, ma c'è un imprevisto, i genitori di Mina si oppongono, soprattutto il padre, non vuole che la figlia abbandoni definitivamente la scuola. Anche Fausto Coelli decide di non partire per ragioni familiari. Rimasti a Cremona, Mina e Fausto decidono di fondare un nuovo gruppo, insieme a Lino Pavesi al sax, Lamberto "Memo" Fieschi al piano, Ermanno Scolari al contrabbasso ed Enrico Grossi alla chitarra, fondano "i Solitari".

Il nuovo gruppo debutta l'11 gennaio 1959 nella tavernetta dell'Hotel Continental di Cremona e, forte della popolarità di Mina, riceve subito una serie di richieste dai locali della zona, ma anche fuori provincia, al night club El Maroco di Milano e poi una serie di esibizioni all'Hotel Moresco di Ischia. Nel frattempo i due dischi di Mina editi dalla Italdisc vanno straordinariamente bene, in un'epoca in cui vendere 70.000 copie era un'impresa eccezionale i due 45 giri superano singolarmente la quota di 100.000. Matalon le fa un contratto di tre anni, fino al 1961, con l'impegno di incidere entro l'anno due 45 giri, ossia 4 canzoni. Come di consueto allora, i pezzi da incidere vengono scelti tra le canzoni del Festival di Sanremo di quell'anno. La scelta cade su Nessuno, un tipico brano melodico cantato da Wilma De Angelis. Mina con una verve straordinaria ne stravolge la linearità cantandola in maniera sincopata e in fortissimo[31].

La prima interpretazione pubblica di Nessuno col nuovo arrangiamento avviene al Festival del Rock and Roll, in un affollatissimo Palazzo del ghiaccio di Milano[32]. Matalon aveva tentato più volte di far partecipare artisti della sua casa discografica a trasmissioni televisive senza mai riuscirci, con Mina invece arriva tutto facilmente. Debutta in televisione il 1º marzo 1959, nella popolare trasmissione Lascia o raddoppia condotta da Mike Bongiorno, con il brano Nessuno.

1959-1961 Da "urlatrice" a "Tigre di Cremona"

Proprio in quegli anni vanno affermandosi giovani cantanti come Adriano Celentano, Tony Dallara, Giorgio Gaber, Joe Sentieri e altri, che propongono in italiano la nuova musica americana: il rock and roll. La stampa conierà per loro il termine di urlatori.

Il 4 aprile 1959 Mina viene chiamata a partecipare a una puntata de Il Musichiere di Mario Riva dedicata agli urlatori: al centro della scena un juke-box dal cui retro uscivano i cantanti; Mina canta il suo successo del momento, Nessuno. L'ultimo 45 giri inciso come Baby Gate è Splish splash, presentato il 29 agosto 1959 nel programma Buone vacanze. Successivamente lo pseudonimo verrà abbandonato, visto l'esplodere del fenomeno-Mina. Con Nessuno partecipa anche a Canzonissima 1959, condotta da Delia Scala, Paolo Panelli e Nino Manfredi, in cui duetta tra gli altri con Wilma De Angelis, interprete originale della canzone, e successivamente anche con Tonina Torrielli nel brano Tua, presentato al Sanremo di quell'anno da una "scandalosa" Jula de Palma e dalla stessa Torrielli. Sempre nel 1959 arrivano i primi riconoscimenti: il "Juke Box d'oro" e il "Microfono d'oro".

Con Tintarella di luna del 1959, Mina raggiunge per la prima volta la prima posizione in hit-parade (16 gennaio 1960): il brano, dopo aver ottenuto enorme successo anche all'estero, diventa un vero e proprio simbolo dell'epoca, e viene inserito in film come Urlatori alla sbarra e Juke-box, urli d'amore, tra i primi esempi di musicarelli, ai quali partecipò anche Mina (in tutto ne interpretò tredici).

Presto le viene attribuito il soprannome con cui fino a tutt'oggi è nota anche fuori dai confini nazionali: "La Tigre di Cremona", componendo così un ideale gruppo "zoologico" con altre famose voci femminili degli anni sessanta e settanta.

Nel 1960 Mina è in gara alla decima edizione del Festival di Sanremo: il 28 gennaio presenta Non sei felice in doppia esecuzione con Betty Curtis; il 29 gennaio È vero in doppia esecuzione con Teddy Reno. Il 30 gennaio si ripresenta con È vero. Non vince, la canzone si classifica al settimo posto ma per Mina è comunque un successo: per la richiesta dei suoi dischi, la Italdisc è costretta alla pubblicazione di due o tre 45 giri al mese[33]. Nello stesso anno è tra i protagonisti del film Urlatori alla sbarra, insieme ad Adriano Celentano, Brunetta, Chet Baker, Joe Sentieri e altri ancora. Il film è uno spaccato sul mondo degli urlatori. In seguito esce Il cielo in una stanza, brano scritto da Gino Paoli, arrangiato da Tony De Vita, che diventa il 45 giri più venduto dell'anno, sfiorando nel tempo i 2 milioni di copie vendute (come dichiarato dalla stessa Mina in un'intervista a RadioMontecarlo diversi anni dopo): entrerà in classifica anche in Spagna (Cielo en casa) e negli Stati Uniti (The World We Love in raggiunge la posizione numero 90 di Billboard). Il cielo in una stanza rimarrà in assoluto uno dei suoi massimi successi, e può considerarsi una prima evoluzione nella carriera di Mina, che da urlatrice scanzonata (contemporaneamente usciva la famosa Zebra a pois) è in grado di rivelarsi anche interprete matura e raffinata della canzone d'autore. Partecipa come ospite fissa alle sei puntate del programma tv Sentimentale, dove presenta altri successi come la già citata Una zebra a pois e Briciole di baci. Inoltre ritorna a Canzonissima, dove nel corso delle varie puntate propone alcune tra le sue più recenti incisioni (Tintarella di luna, Il cielo in una stanza, Folle banderuola ed È vero, in duetto con Umberto Bindi), unitamente a brani come Na sera 'e Maggio (con cui giunge alla finale), O Sarracino, Ma l'amore no e Violino tzigano (in duetto con Marino Marini); interpreta anche la delicatissima sigla finale Due note. È ormai famosa a tutti gli effetti e in questo periodo inizia a conoscere anche i lati più negativi della esasperata notorietà, primo su tutti l'interesse morboso della stampa, che inventa continuamente relazioni sentimentali su di lei, flirt che possano scandalizzare, e tramite paparazzi in cerca di foto da copertina, non le dà più tregua con un successo umanamente difficile da gestire (un fattore che sarà poi molto significativo nella sua scelta di abbandonare le scene pubbliche). In questi anni e in quelli a venire, sarà la cantante più fotografata, inseguita, richiesta, il tutto si svilupperà in brevissimo tempo. A tutt'oggi è uno dei personaggi a cui sono state dedicate più copertine dello storico settimanale TV Sorrisi e Canzoni: dalla prima nel 1959, alla più recente nel 2008, se ne contano in tutto 71.[34] Tali attenzioni riescono a far vacillare la ragazza che, molto riservata e schietta di carattere, si chiude ulteriormente ad ogni domanda sul privato.

1961 Mina e l'ultima esperienza sanremese

Nel 1961 partecipa al Festival di Sanremo, in questa occasione ha luogo un atteggiamento inconsueto da parte della stampa e degli organi di comunicazione in generale, che la danno per vincente, adulandola, forse al fine di aumentare l'interesse verso l'evento musicale. Tutto ciò è motivo di forte stress per la cantante, già provata dai due primi anni di carriera ininterrotta e da molti mesi di critiche e pesante invadenza mediatica.

Il 26 gennaio si esibisce con Io amo tu ami in doppia esecuzione con Nelly Fioramonti. Da sempre molto incline a tonsilliti, il 27 gennaio, con una infiammazione alla gola, presenta Le mille bolle blu, in doppia esecuzione con Jenny Luna. La canzone risulta troppo moderna per il pubblico sanremese, e il suo gesto ormai celebre, delle dita che fingono di scivolare sulla bocca ad ogni ritornello, viene colto da una parte degli spettatori come uno sberleffo, una mancanza di rispetto nei loro confronti. L'atmosfera si surriscalda quando i giornalisti raccolgono il malcontento e contrappongono a Mina quella che diventerà poi, per qualche tempo, la sua virtuale rivale: Milva.

Il 28 gennaio 1961 è finalista con entrambe le canzoni. Si classifica al quarto posto con Io amo tu ami e al quinto con Le mille bolle blu. Le premesse della vigilia erano ben diverse e per Mina è emotivamente un brutto colpo, la goccia che fa traboccare il vaso pieno di piccole amarezze e ingiustizie. La cantante viene colta da crisi di pianto e afferma di non volere più partecipare a gare canore, Festival di Sanremo compreso. Una promessa fatta a se stessa e sempre mantenuta con estrema convinzione.

Per questa ragazza genuina e spontanea, che ha cominciato a cantare per gioco e ha portato avanti la sua carriera come una festa, è una doccia fredda che la cambierà profondamente[35].

Malgrado l'esperienza sanremese la sua popolarità non viene minimamente intaccata e Le mille bolle blu riscuote uno straordinario successo di vendite ma soprattutto di ascolti (in quegli anni la misura del successo di un brano era data anche in base alla richiesta dello stesso nei juke-box).

1961-1962 I trionfi all'estero

Nell'aprile del 1961 Mina parte per la Spagna, dove viene accolta al meglio[36] e nel mese di maggio, accompagnata dal maestro Bruno Canfora, intraprende un tour in Giappone. Nel paese del Sol levante, infatti, canzoni come Tintarella di luna e Il cielo in una stanza erano già popolarissime. Anche il musicarello Appuntamento ad Ischia aveva riscosso grande successo nelle sale cinematografiche. Per l'occasione Canfora compose la hit Anata to watashi (Tu ed io), che Mina interpretò in giapponese insieme ad altri successi. Ancora un trionfo.[37]

In agosto debutta a Caracas, dove partecipa al popolarissimo Renny show, sul Canale 2 della tv venezuelana: anche qui riscuote un successo clamoroso[38]. La rentrée in Italia coincide con la messa in onda del programma tv Studio Uno, per la regia di Antonello Falqui: non è previsto un vero e proprio conduttore, ma vari personaggi che si avvicendano di volta in volta, come Don Lurio, il Quartetto Cetra, le Gemelle Kessler. Mina si esibisce alternando brani del suo recente repertorio (Anata to watashi, Bum, ahi! Che colpo di luna di Lelio Luttazzi, Chi sarà, Sciummo, Moliendo café, Cubetti di ghiaccio, Un tale, Giochi d'ombre, ecc.), a fantasie musicali "a tema" (come la canzone napoletana) o dedicate ad un singolo autore, come George Gershwin, di cui incide su disco una versione di Summertime dopo averla accennata in trasmissione. Molte delle canzoni presentate a Studio Uno verranno incise nell'LP Moliendo café (1962). Agli inizi del 1962 Mina è di nuovo in Spagna, dove appare anche in programmi televisivi[36]. Subito dopo si reca in Francia, dove si esibisce con successo nel tempio francese della musica: il Teatro Olympia di Parigi. Gerhard Mendelson, produttore dell'etichetta discografica Polydor, propone a Mina l'incisione di alcuni brani per il mercato tedesco: la cantante accetta inaugurando una felice collaborazione col Maestro Werner Scharfenberger. Insieme incidono a Vienna Wenn du an Wunder glaubst (versione tedesca de Il cielo in una stanza) e Heißer Sand, primo di una lunga serie di brani scritti per lei proprio dal Maestro. Sempre a Vienna, Mina registra un varietà televisivo incentrato su di lei[39]; ad affiancarla è il più popolare cantante tedesco del momento: Peter Kraus, del quale Mina interpreta per l'occasione alcuni brani. Il 12 marzo 1962 appare anche alla tv tedesca nel programma Herzlichst Ihr Peter Kraus, dove presenta Heißer Sand. Subito si sprecano gli elogi per la sua voce, e in soli dieci giorni il disco vende 40.000 copie[40], arrivando al primo posto delle classifica tedesche. Il 45 giri rimane in classifica per ben trentun settimane, con oltre 1.300.000 copie vendute, diventando in assoluto il singolo più venduto della sua carriera. Il brano è rimasto, a distanza di tempo, piuttosto popolare in Germania, tanto che nel 1992 fu scelto come inno per la missione dei soldati tedeschi in Somalia. L'enorme successo di Heißer Sand porterà alla realizzazione di numerose altre incisioni per il mercato tedesco, infatti sempre in Germania, entrano in classifica anche Fiesta brasiliana e Tabu (numero 13, 1962), Capitano (numero 17, 1963), Mister twist (numero 33, 1963), Bis zum nächsten Mal (numero 35, 1963), Ja, die Liebe lebe hoch (numero 28, 1963) e Fremdes Land (numero 39, 1963). Fiesta brasiliana viene inserita nel film Das haben die Mädchen gern (1962, mai uscito in Italia), sempre con Peter Kraus. Nel frattempo ritorna al vertice dell'hit-parade italiana con Renato, successo del sudamericano Antonio Cortez. Sul retro del 45 giri c'è Eclisse twist, colonna sonora del film L'eclisse di Michelangelo Antonioni (che seguì scrupolosamente la realizzazione del brano). Il film fu interpretato, tra gli altri, da una splendida Monica Vitti. Contemporaneamente Mina, in veste di attrice, è in Appuntamento in Riviera, musicarello sulla falsariga del precedente Appuntamento ad Ischia, che riesce a ripeterne il grande successo. Oltretutto, nello stesso periodo vanno in onda i caroselli registrati per l'Industria Italiana della Birra, in cui Mina veste i panni di celebri attrici: Marilyn Monroe, Rita Hayworth, Judy Garland, Josephine Baker, Anna Magnani, ed altre. Nel maggio del 1962 debutta a Buenos Aires, suscitando per l'ennesima volta clamore ed entusiasmo, mentre nel mese di luglio, da un referendum svoltosi tra gli appassionati di musica leggera in Germania, Austria e Svizzera tedesca, Mina risulta la cantante più popolare[41]; quasi certamente è la cantante più pagata del momento, in Europa[42]. Il 5 agosto 1962 partecipa al programma di Antonello Falqui Eva ed io, dove propone il nuovo 45 giri Chihuahua, che confluisce insieme ad altri nel quinto LP Italdisc, intitolato semplicemente Renato. Il 30 settembre si esibisce dal vivo nel programma tv Alta pressione, in cui presenta il fratello Alfredo che canta La gente ci guarda.

Il 12 ottobre ritorna Canzonissima e Mina partecipa a quattro delle dodici puntate andate in onda, giungendo alla finale del 6 gennaio 1963 con il cavallo di battaglia Il cielo in una stanza. Inoltre Mina canta (senza apparire) la sigla finale Stringimi forte i polsi, scritta tra gli altri da Dario Fo, che con Franca Rame fu sospeso dalla conduzione del programma per i forti toni della sua satira politica, e fu sostituito da Gino Bramieri e Sandra Mondaini.

1963 L'ostracismo

Il 18 aprile 1963 nasce a Milano, alla Clinica Mangiagalli, il suo primo figlio Massimiliano, (ora arrangiatore e produttore discografico) chiamato affettuosamente "Paciughino". La maternità le causa la "quarantena" da parte della Televisione di Stato, mentre una fetta della stampa continua ad additarla come peccatrice pubblica. Nulla però riesce a rovinare la serenità di Mina, che ha voluto, senza porsi alcun dubbio, tenere il proprio figlio "illegittimo". La maggior parte del pubblico le dimostra comunque affetto e, quando fa il suo rientro alla Bussola di Focette in Versilia, con alcuni concerti nell'agosto di quello stesso anno, il successo sarà enorme[43]. Durante tutto il 1963, le uniche apparizioni della cantante sul piccolo schermo sono alcuni caroselli dell'Industria Italiana della Birra girati alla fine del 1962, e messi in onda da aprile ad agosto. Nove anni dopo, Mina ricorderà questo periodo in un'intervista su Playboy:

"Il massimo è stata una foto su "Epoca" dove io ridevo con Corrado con il mio pancione, tranquilla, e sotto scritto "Cosa avrà da ridere?", guarda che è il massimo, me la ricorderò tutta la vita una cosa del genere. Per cui capisci tu l'atteggiamento della stampa: me ne hanno tirato addosso delle badilate e la gente non si è lasciata condizionare da questo fatto, l'ha superato."
(origine sconosciuta)

Oltre alla mera nota biografica, la vicenda di Mina ha contribuito ad una vera e propria evoluzione nel costume italiano: di fatto il pubblico non mancò di esprimere la propria solidarietà, chiedendo ed aspettando il suo ritorno alle scene. A tal proposito, ancora Mina su Playboy:

"...mai vista una serie così di regali da tutta Italia, di lettere, "Stai tranquilla", per la strada mi dicevano, "Non ti devi preoccupare"."
(origine sconosciuta)

Dopo il successo estivo di Stessa spiaggia stesso mare (incisa anche da Piero Focaccia), nell'ottobre 1963 la Italdisc fa uscire un omonimo album e un 45 giri contenente un piacevole twist dal titolo Vulcano, ma Mina è già passata alla Ri-Fi, fino ad allora media etichetta discografica, nonché l'unica a darle fiducia in questo periodo di ostracismo. Nel dicembre 1963 esce un disco tris composto da Città vuota (It's a Lonely Town)/È inutile/Valentino vale: il 45 giri, grazie a Città vuota, una delle sue più celebri canzoni, scala immediatamente la hit-parade arrivando alla posizione numero 1 nell'aprile dell'anno successivo. Dopo la nascita di Massimiliano, la storia d'amore con Pani entra in crisi, come lui stesso ricorda: «Era fatale che finisse così, io lavoravo molto, lei quasi più di me. Eravamo costretti a vederci raramente. Il momento magico si era spento. Mina inoltre, aveva conosciuto Martelli, così io mi ritirai». Con Augusto Martelli Mina visse fino alla fine degli anni sessanta[44].

1964 Il periodo Ri-Fi e il ritorno in televisione

Il 10 gennaio 1964 Mina ritorna ufficialmente in televisione nel programma di Mike Bongiorno La fiera dei sogni, dove presenta Città vuota ed È inutile. Tre mesi dopo partecipa nuovamente al programma lanciando È l'uomo per me, con cui riconferma la sua leadership in hit-parade. Il 2 maggio la RAI manda in onda Alla ribalta 2 - Speciale per Mina, dove la cantante propone Prendi una matita, Munasterio 'e Santa Chiara e il nuovo successo È l'uomo per me. Poi esegue una fantasia di successi di Gigliola Cinquetti, Rita Pavone e Ornella Vanoni, le colleghe più popolari del momento. Allo show parteciparono ospiti come Adriano Celentano, Johnny Dorelli, Gorni Kramer, Lelio Luttazzi, Ugo Tognazzi, e altri. Alla fine del mese esce il nuovo 45 giri Un buco nella sabbia, un brano a tematica balneare, che ricalca lo stile della Mina prima maniera e che ottiene uno straordinario successo in Giappone: Suna ni kieta namida, la versione in lingua, giungerà al primo posto in classifica.

Alla fine dell'anno Mina verrà eletta migliore artista internazionale proprio in Giappone[45].

Un buco nella sabbia viene cantato dal vivo assieme a È l'uomo per me nel programma di fine estate Teatro 10, diretto da Antonello Falqui e con Lelio Luttazzi. Gli applausi scroscianti del Teatro delle Vittorie dimostrano l'affetto e il sostegno del pubblico nei confronti di Mina, ormai definitivamente riesplosa dopo lo "scandalo". La cantante si esibisce seduta al pianoforte accanto a Luttazzi, in una fantasia di successi scritti proprio dal musicista triestino: alcuni come Bum, ahi che colpo di luna, Sentimentale e Una zebra a pois, erano stati portati al successo dalla Mina di qualche anno prima. Esce il primo album per la Ri-Fi, intitolato Mina e quasi interamente composto da cover: gli unici due brani in italiano sono E se domani e Non illuderti. E se domani era stato presentato da Fausto Cigliano e Gene Pitney al Festival di Sanremo di quell'anno, con un buon successo di pubblico e di critica, ma senza arrivare in finale; Carlo Alberto Rossi, autore ed editore del brano, convince Mina a recuperarlo e inserirlo nel suo album, di cui rimarrà uno dei momenti migliori in assoluto. Mina viene eletto come migliore album dell'anno dalla critica specializzata, riconoscimento che valse alla cantante l'Oscar del disco '64. Visto il successo di E se domani, il brano viene ricantato e proposto come retro di due singoli: Un anno d'amore, uscito alla fine del '64, e Brava (1965). Il 45 giri Un anno d'amore costituisce il suo personale record di permanenza in classifica con sedici settimane consecutive al numero 1 dell'hit-parade: successo probabilmente dovuto all'accoppiata su un unico supporto di due delle sue canzoni più apprezzate in assoluto. In settembre esce l'ennesimo 45 giri di successo, che comprende le canzoni Io sono quel che sono e Tu farai, presentate nel programma tv Il macchiettaro.

1965-1966 Studio Uno

Nel 1965 Falqui riporta Mina in tv come conduttrice di Studio Uno. La formula è più o meno la stessa precedentemente utilizzata: in ogni puntata Mina esegue brani del proprio repertorio come Brava (un divertissement costruito dal maestro Bruno Canfora, per mettere alla prova le sue straordinarie capacità vocali), e fantasie musicali a tema, per esempio tratte dall'ultimo Festival di Sanremo, di cui incide su 45 giri Se piangi, se ridi di Bobby Solo, canzone vincitrice. Nella rubrica L'uomo per me, Mina ospita Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Totò, Walter Chiari, Alberto Sordi, Amedeo Nazzari, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Enrico Maria Salerno, Peppino De Filippo, Adriano Celentano, Rossano Brazzi, duettando e interpretando sketch memorabili, da allora continuamente riproposti dalla RAI. Al termine del programma, il cast al completo composto da Luciano Salce, le Gemelle Kessler, Paolo Panelli, Milly e Mina, propone una fantasia musicale abbinata a un quiz settimanale; la sigla finale cantata da Mina è Soli, di Antonio Amurri e del maestro Bruno Canfora, direttore d'orchestra di questa e delle successive edizioni del programma. Viene pubblicato l'album Studio Uno, una raccolta dei suoi singoli di maggior successo nel biennio 1964/'65 (eccetto il successivo Ora o mai più): l'LP risulterà il più venduto dell'anno.

Inoltre, a partire da quest'anno, la cantante inizia a girare numerosi caroselli anche per la Barilla, diretta da registi come Piero Gherardi e Valerio Zurlini: gli spot realizzati saranno in tutto una sessantina e verranno girati fino alla fine del 1970. Molti anni dopo verranno riproposti in VHS e DVD, dato l'immutato interesse per il personaggio, per la bellezza dei costumi, delle location e delle canzoni presentate. A luglio del 1965 partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con la sua canzone per l'estate L'ultima occasione, già cantata senza successo da Tony Del Monaco (che la scrisse assieme a Jimmy Fontana), e in seguito ripresa da Tom Jones. In autunno partecipa a due puntate de La prova del nove, dove fra l'altro ripropone il successo Due note nuovamente arrangiato dal maestro Gianni Ferrio. La sigla finale de La prova del nove è la già citata Ora o mai più, ennesimo 45 giri che scala i vertici dell'hit-parade. Verrà anche incluso come brano d'apertura nella raccolta Mina & Gaber: un'ora con loro, realizzata dalla Ri-Fi con le incisioni più recenti dei due artisti e amici, all'epoca compagni di scuderia.

Il 1966 si apre con la pubblicazione di un 45 giri che comprende due delle canzoni partecipanti a Sanremo di quell'anno: Una casa in cima al mondo (presentata da Pino Donaggio e Claudio Villa) e Se tu non fossi qui (di Carlo Alberto Rossi e della moglie Marisa Terzi, presentata da Peppino Gagliardi e Pat Boone). Come ormai d'abitudine, Mina recupera i brani "festivalieri" che le sembrano più adatti facendoli divenire grandi successi personali.

Dopo il clamoroso esito dell'anno precedente, nel 1966 Mina viene riconfermata come conduttrice di Studio Uno. Inizialmente, lo show prevede dodici puntate, tutte con Mina. Ma la cantante non sembra intenzionata a prendere un impegno del genere per un tempo così lungo, quindi la trasmissione viene divisa in quattro cicli da cinque puntate ciascuno. Ogni ciclo comprende una primadonna diversa: nei primi tre appaiono rispettivamente Sandra Milo, Ornella Vanoni e Rita Pavone; nell'ultimo la primadonna è Mina. L'accoglienza è talmente trionfale che si deciderà per i programmi successivi, di scegliere unicamente Mina.

In ogni puntata la cantante è in compagnia di un ospite d'onore con cui duettare solamente, come Gilbert Bécaud o Romolo Valli, oppure di personaggi comici destinati anche a farle da spalla, come Paolo Panelli, Totò, Alberto Sordi, con i quali vengono messi in atto momenti comici diventati poi spezzoni cult della televisione italiana. Ritornano inoltre le fantasie musicali, che quest'anno sono dedicate a Giovanni D'Anzi, Carlo Alberto Rossi, Gorni Kramer, Armando Trovajoli, e Bruno Canfora. Anche in questa nuova edizione di Studio Uno, Mina lancia le sue più recenti incisioni: nella prima puntata si presenta con Sono qui per te, scritta da Lina Wertmuller, co-autrice del programma, e prosegue con la celeberrima Se telefonando, scritta da Ennio Morricone su testo di Maurizio Costanzo e Ghigo De Chiara. Stranamente Se telefonando si ferma all'ottavo posto in classifica, dove rimarrà per venti settimane, diventando però nel tempo un vero e proprio evergreen, una delle canzoni italiane più note in assoluto. Riconfermata tale anche di recente tramite un sondaggio web dal quale si evince che questa canzone è la più amata tra varie conosciutissime di Mina. Nella seconda puntata Mina presenta Ta-ra-ta-ta, mentre nell'ultima (all'interno dello spazio dedicato ad Alberto Sordi) canta la famosa Breve amore (You Never Told Me), colonna sonora scritta da Piero Piccioni e dallo stesso Sordi per il film Fumo di Londra. Lo sketch di Sordi con Mina a Studio Uno '66 è uno dei più replicati della trasmissione nel corso degli anni, assieme a quelli con Totò, che fu ospite d'onore in entrambe le edizioni. Il singolo contenente Ta-ra-ta-ta e Breve amore diverrà il 45 giri di Mina più venduto del 1966.

La sigla finale del programma è Mai così, scritta da Lina Wertmuller e Bruno Canfora: la canzone doveva essere pubblicata su 45 giri al posto di Breve amore; verrà inserita invece, in una differente versione, nell'album Studio uno 66, altra raccolta di singoli del periodo.

In estate ritira a Venezia, alla Mostra Internazionale di Musica Leggera, la "Gondola d'oro" per le vendite dell'anno precedente. Esce l'album Mina 2, che per scelta del repertorio e stile interpretativo rimanda al precedente Mina: due lavori di grande spessore. In settembre la cantante lancia un altro dei suoi classici: Sono come tu mi vuoi, sigla della trasmissione radiofonica Gran varietà (alla prima edizione), condotto da Johnny Dorelli con la partecipazione della stessa Mina. Quarant'anni dopo, Sono come tu mi vuoi conoscerà una seconda giovinezza nella versione di Irene Grandi, senza però ottenere lo stesso successo dell'originale. Mi sei scoppiato dentro il cuore, altro brano scritto da Lina Wertmuller e Bruno Canfora, fu presentato a Studio uno, ma uscì come singolo solamente nel mese di dicembre.

1967 Sabato sera

Nel febbraio 1967 esce un altro 45 giri con due canzoni in gara all'ultima, molto discussa, edizione del Festival di Sanremo: sul lato A L'immensità, grande successo di Don Backy e Johnny Dorelli, sul lato B Canta ragazzina, sfortunato brano cantato da Bobby Solo e Connie Francis, riproposto nel 2008 come colonna sonora del film Il seme della discordia, su autorizzazione della stessa Mina.

In aprile inizia Sabato sera, riedizione 1967 del fortunato Studio Uno, diretto da Antonello Falqui. Mina, grazie al singolare consenso di pubblico ottenuto nel precedente anno, è l'unica "padrona di casa", affiancata di volta in volta da un diverso co-conduttore ospite della trasmissione. Gli ospiti fissi del programma sono Lola Falana, Rocky Roberts e Franca Valeri. Di puntata in puntata, invece, si susseguono, tra gli altri, anche Gino Bramieri, Johnny Dorelli, Armando Trovajoli, Paolo Panelli, Bice Valori, Renato Rascel, Rita Pavone, Giancarlo Giannini, Adriano Celentano, Sandra Milo, Giorgio Albertazzi.

Tante le canzoni presentate: alcune appena pubblicate (L'immensità, La banda di Chico Buarque de Hollanda, Se c'è una cosa che mi fa impazzire, Se tornasse caso mai, Sabati e domeniche, la sigla finale Conversazione, ecc.), altre nei molti numeri musicali proposti con i vari ospiti. Da segnalare la sua prima interpretazione de La musica è finita di Umberto Bindi, già interpretata da Ornella Vanoni e incisa da Mina l'anno successivo, Michelle dei Beatles con un arrangiamento per arpe, e la sua Addio (1965), proposta in una versione orchestrale registrata al Teatro Regio di Parma. Una delle differenze sostanziali rispetto alle precedenti edizioni (oltre al cast, la scenografia e l'esecuzione dei brani) è proprio l'ambientazione esterna di alcuni momenti pre-registrati del programma. Storico lo sketch in cui Mina si esibisce con Severino Gazzelloni nella celebre Fuga a due voci in do minore di Bach. Inoltre invita i quattro presentatori più popolari della tv di allora, Mike Bongiorno, Corrado, Enzo Tortora e Pippo Baudo a cantare con lei una parodia del brano Quando dico che ti amo. Come di consueto, la Ri-Fi pubblica un nuovo LP intitolato Sabato sera - Studio uno '67, in cui confluiscono le sue più recenti incisioni su 45 giri, unitamente ad altri inediti incisi appositamente per l'album.

1967 Nascita della PDU a Lugano

La banda, grande successo dell'estate 1967, è l'ultimo singolo ufficiale inciso per la Ri-Fi. Stanca di discutere il proprio repertorio e di subire continuamente le pressioni dei discografici, che la vorrebbero ogni anno al Festival di Sanremo, il 1º dicembre 1967 Mina fonda assieme al padre, a Lugano, la PDU (acronimo di Platten Durcharbeitung Ultraphone), unica casa discografica per la quale da allora ha inciso, cambiando solamente distribuzione.

Il primo disco pubblicato dalla PDU è un 45 giri comprendente sul lato A il brano Trenodia, rilettura del famoso Concerto d'Aranjuez di Joaquim Rodrigo su testo di Giorgio Calabrese, e sul lato B I discorsi, testo firmato dalla stessa Mina su musica di Augusto Martelli, nuovo arrangiatore della cantante. In tre giorni il disco vende 25.000 copie ma viene subito ritirato dal mercato, poiché Joaquim Rodrigo non approva il lavoro di Martelli su Trenodia, vale a dire su Concerto di Aranjuez: stessa sorte capiterà alle altre rivisitazioni del brano che in quel periodo erano state pubblicate da Richard Anthony e Fabrizio De André, mentre quella di Dalida (Aranjuez la tua voce) fu risparmiata dall'autore. Il 45 giri viene allora ristampato mantenendo invariato il lato B I discorsi (scelta come sigla dei nuovi appuntamenti radiofonici con la cantante, i famosi Pomeriggi con Mina) e inserendo una nuova facciata A, La canzone di Marinella dell'allora sconosciuto Fabrizio De André, che in seguito scriverà:

«Se una voce miracolosa non avesse interpretato nel 1967 La canzone di Marinella, con tutta probabilità avrei terminato gli studi in legge per dedicarmi all'avvocatura. Ringrazio Mina per aver truccato le carte a mio favore e soprattutto a vantaggio dei miei virtuali assistiti».

I discorsi e La canzone di Marinella confluiscono anche nel primo LP edito dalla PDU e intitolato Dedicato a mio padre, anche perché la nuova etichetta era stata fondata da Mina proprio insieme al padre Giacomo. L'album comprende classici come Johnny Guitar, Besame mucho, That Old Feelin', The Man That Got Away, eccetera, tratti dal repertorio americano e sudamericano, come negli album Mina (1964) e Mina 2 (1966).

1968 Dieci anni di successi

Successivamente incide su 45 giri due canzoni presentate a Sanremo '68: sul lato A c'è Canzone per te, brano vincitore di Sergio Endrigo, cantato dall'autore e da Roberto Carlos nella doppia versione; sul lato B troviamo Che vale per me di Carlo Alberto Rossi e della moglie Marisa Terzi (già autori di Se tu non fossi qui, incisa due anni prima dalla Tigre), eliminata dalla gara nelle versioni di Eartha Kitt e Peppino Gagliardi. Le due canzoni verranno incise anche in spagnolo, all'interno del primo 45 giri esportato in Spagna dalla PDU (Canciòn para ti / De que servirà).

Nel frattempo la Ri-Fi continua a sfruttare materiale d'archivio: nel settembre 1967, a contratto già scaduto, l'etichetta milanese pubblica il 45 giri con gli inediti Tu non mi lascerai e Cartoline, incisi alcuni mesi prima (in realtà Cartoline era stata presentata dalla cantante in un carosello per la Barilla). Altro inedito Ri-Fi è Nel fondo del mio cuore: si tratta della seconda cover di Alberto Cortez nel repertorio della cantante, a cinque anni di distanza da Renato (1962), su testo italiano scritto dalla stessa Mina: il brano viene pubblicata per la prima volta all'interno della raccolta 4 anni di successi, edita poco prima del periodo natalizio a fine 1967, anticipando l'uscita dell'album Dedicato a mio padre (contenente fra l'altro una cover del celebrano brano Johnny Guitar). Nel fondo del mio cuore uscirà su singolo nel febbraio 1968, ottenendo un discreto successo di vendite. Fino al 1969, la Ri-Fi continuerà a pubblicare altri 45 giri, spesso utilizzando brani precedentemente apparsi solo su album.

Si ripete così quanto era già accaduto con la Italdisc, che dal 1964 al 1968 ha immesso sul mercato una serie di 33 (20 successi di Mina, Mina n. 7, Mina interpretata da Mina, ecc.) e 45 giri (A volte, Rhapsodie, Il cielo in una stanza, Young at Love, Due note, ecc.), utilizzando materiale d'archivio edito e non, spesso per sfruttare di volta in volta le varie ondate di visibilità della cantante.

Per festeggiare i dieci anni di carriera, il 14 aprile (giorno di Pasqua), Mina registra il suo primo album live alla Bussola di Marina di Pietrasanta. Questo locale, in cui Mina esordì, è indissolubilmente legato alla cantante, che negli anni vi si esibisce ripetutamente, riscuotendo sempre le maggiori attenzioni da parte di pubblico e stampa, diventandone infine una vera e propria esclusiva: ospite fissa per intere stagioni in cui si registra con lei il tutto esaurito. Il progetto legato all'album Mina alla Bussola dal vivo (che risulterà il più venduto dell'anno), comprendeva anche una ripresa video a colori che non risultò valida sul piano tecnico, così come gran parte delle registrazioni audio, e ciò determinò il completamento dell'album con brani in realtà incisi in studio. Rimane comunque apprezzabile lo sforzo particolarmente ambizioso, intento a celebrare dieci anni di straordinario, immutato successo.

Nel maggio del 1968, nella parodia western musicale per la televisione: Non cantare, spara, nei panni Wilhelmina, una capricciosa cantante da saloon, canta Un uomo col cappello sugli occhi (Chiosso Ferrio) accompagnata al pianoforte da Enrico Simonetti.

Fra la primavera e l'estate del 1968 escono, editi dalla PDU, i singoli Un colpo al cuore / Allegria e Regolarmente / Fantasia: Mina è alla ricerca di un brano che possa riportarla nelle primissime posizioni della hit-parade, cosa che per il momento sembra non accadere malgrado la massiccia promozione televisiva. Nel mese di giugno esce Le più belle canzoni italiane interpretate da Mina, un allegato per gli abbonati delle riviste Amica, La domenica del corriere e Tribuna illustrata: le dodici canzoni comprese nell'album erano state scelte dai lettori delle tre riviste, che dovevano indicare quali canzoni avrebbe dovuto incidere Mina, da una rosa di ottanta canzoni, fra le più gradite della musica leggera italiana. L'LP è uno dei più ricercati in assoluto dai collezionisti. Fra le riletture più famose di quest'album, vi è sicuramente La voce del silenzio, brano composto dal maestro Elio Isola, altra canzone recuperata da Sanremo '68 (era stata presentata da Tony Del Monaco e Dionne Warwick), divenuta del tempo uno dei grandi classici della musica italiana, grazie all'interpretazione di Mina. La voce del silenzio è la prima canzone incisa da Mina a essere stata firmata da Paolo Limiti (che ha scritto il testo), amico ed autore di fiducia della cantante a cavallo degli anni sessanta e settanta. Nel mese di luglio, Mina partecipa per la prima volta a Senza Rete, programma registrato all'Auditorium RAI di Napoli, in cui canta una selezione dei suoi grandi successi, unitamente ad altri brani da lei recentemente incisi (Cry, Se stasera sono qui, Deborah, Un colpo al cuore). Inoltre esegue Amore, amore, amore, amore accompagnata da Piero Piccioni al pianoforte, e duetta in Goganga con Giorgio Gaber.

Dal 28 settembre Mina conduce Canzonissima con Paolo Panelli e Walter Chiari; il 21 dicembre la sigla finale del programma, Vorrei che fosse amore (composta ancora da Bruno Canfora), riporta la cantante nelle zone alte della hit-parade, dopo gli esiti lusinghieri, ma non esaltanti dei singoli Zum zum zum (famosissima sigla di quella Canzonissima), Quand'ero piccola (colonna sonora del poliziesco A qualsiasi prezzo, di Emilio P. Miraglia) e Né come, né perché. Esce anche l'LP Canzonissima '68, con tutti i brani lanciati da Mina nel corso della trasmissione, e altre sue recenti incisioni su 45 giri. Vorrei che fosse amore viene esportata dalla PDU anche in Spagna e in Francia, paesi dove Mina è ospite in trasmissioni televisive di punta. In Francia, Vorrei che fosse amore diventa Si, pubblicata su 45 giri assieme a Moi, je te regarde (Io innamorata). Esiste anche una versione inglese di Vorrei che fosse amore intitolata More Than Strangers.

Durante una puntata di Canzonissima, Federico Fellini, in collegamento con lo studio dal set di Satyricon, si complimenta con la cantante sperando in una futura collaborazione con lei, che si sarebbe dovuta concretizzare nel film (peraltro mai realizzato) Il viaggio di G. Mastorna, in cui Mina avrebbe interpretato il ruolo d'attrice protagonista.[46]

1969 Da Non credere a Bugiardo e incosciente

Nel 1969, Mina pubblica l'ultimo 45 giri "sanremese" della sua discografia (Ma che freddo fa / Un'ora fa). Nel mese di marzo esce l'LP I discorsi, versione commercializzabile del precedente Le più belle canzoni italiane interpretate da Mina, che non era uscito nei negozi poiché legato a un concorso per i lettori delle riviste Rusconi. Rispetto al precedente album, I discorsi annovera due brani (La canzone di Marinella e la stessa I discorsi) in sostituzione di E se domani e La musica è finita, quest'ultima rimasta inspiegabilmente fuori catalogo per ben trentasei anni. Il 45 giri primaverile comprende sul lato A Non credere (rifiutata, tra gli altri, da Iva Zanicchi) e sul lato B Dai dai domani (la brasiliana A praça di Carlos Imperial, tradotta in italiano da Paolo Limiti). Non credere, che subito piacque moltissimo a Mina, divenne un grande successo e fu promosso in moltissime trasmissioni radiofoniche e televisive (il telequiz-spettacolo A che gioco giochiamo?, ma anche in show tradizionali come Doppia coppia, È domenica ma senza impegno, Ieri e oggi, ecc.).

Nel mese di giugno, Mina registra una seconda puntata di Senza Rete, dov'è affiancata ancora una volta da Giorgio Gaber (che l'accompagnerà anche in tournée) e dove presenta i due brani dell'ultimo 45 giri, dinanzi all'entusiasmo generale della platea. Non credere rimarrà per tutta la stagione estiva ai vertici dell'hit-parade, rivelandosi uno dei grandissimi successi dell'anno (3º posto tra i singoli più venduti), nonché il primo vero exploit commerciale della PDU con oltre 600.000 copie vendute. Nel mese di luglio esce Mina for You, album in inglese prodotto da James Nebb: cinque dei dodici brani erano già comparsi su Dedicato a mio padre, mentre gli altri vengono pubblicati per la prima volta in Italia su quest'album, che è strettamente legato ai due LP Mina e More than strangers, già prodotti dallo stesso James Nebb per il mercato anglo-sassone. Nebb è anche autore dell'evergreen No Arms Can Ever Hold You (in Italia Nessuno al mondo), che Mina interpreta per l'occasione in versione originale. Augusto Martelli, arrangiatore dell'album, si firma con lo pseudonimo Bob Mitchell. Successivamente esce la raccolta Incontro con Mina, che attinge soprattutto dall'LP I discorsi e dalla produzione a 45 giri del 1968. Nel mese di novembre escono su singolo Un'ombra e I problemi del cuore: entrambe le canzoni vengono inserite (in una versione differente) anche nel nuovo LP Bugiardo più che mai... più incosciente che mai..., edito sempre alla fine dell'anno. Il titolo rimanda al brano principale dell'album, Bugiardo e incosciente, cover de La tieta di Juan Manuel Serrat, tradotta da Paolo Limiti: si tratta di una delle più importanti incisioni di Mina, che segna l'inizio di un evidente progresso interpretativo della cantante.

Sono di questo periodo le prime richieste da parte di Frank Sinatra per una collaborazione con Mina in una serie di spettacoli dal vivo (con la presenza anche di Dean Martin), che ne sancirebbero il suo lancio nello show business statunitense, lancio mai avvenuto per la rinuncia della stessa cantante. I motivi di questa decisione non sono mai stati del tutto chiariti da Mina, ma sono state fatte nel corso degli anni varie ipotesi, tra cui una improvvisa fobia del volare in aereo, problemi di salute, il non volersi distaccare dai propri cari e la paura di uno star-system molto più articolato, ampio ed impegnativo rispetto a quello italiano[47].

Augusto Martelli, arrangiatore di molte sue canzoni, è ormai considerato il compagno di Mina da diversi anni. Il loro matrimonio viene varie volte annunciato da riviste di gossip, ma non sarà mai celebrato. I due conviveranno fino alla fine degli anni sessanta.

Ispiratrice di Mogol-Battisti

Nel 1971 sceglie come arrangiatore e direttore d'orchestra Pino Presti, da tempo suo bassista. Diverrà il suo inseparabile arrangiatore e collaboratore musicale di quegli anni e lavorerà per lei fino agli ultimi concerti del 1978[48][49]. I successi Grande, grande, grande (1972) ed E poi... (1973) mostrano una Mina in splendida forma, languida, sensuale, accattivante, tanto da essere la principale musa ispiratrice del celeberrimo duo di compositori Mogol/Lucio Battisti, che le affidarono i successi Insieme (1970), Io e te da soli, Amor mio (1971) e La mente torna (1972). Nel 1972 è di nuovo protagonista di Teatro 10 con Alberto Lupo, con cui canta la sigla finale Parole parole, una delle sue più grandi hit, contenuta nell'album Cinquemilaquarantatre. D'estate, ancora alla Bussola di Bernardini, a Le Focette, tiene una serie di concerti dal vivo che diventano poi disco e "special" televisivo.[50]

A fine anno esce il primo doppio album, con titolo 1+1, contenente: Dalla Bussola (secondo live della cantante) e Altro. La pubblicazione dei doppi album diventerà una consuetudine per molti anni.

Gli ultimi show televisivi

L'addio alle scene era già stato annunciato da Mina nel 1972, anno in cui per tutta l'estate tenne una serie di concerti accompagnata da una grande orchestra composta da eccellenti musicisti (tra i quali Gianni Basso e Oscar Valdambrini). Proprio alla Bussola di Marina di Pietrasanta (nella serata del 16 settembre) venne registrato il video live, (da qualche anno disponibile anche in formato video DVD) Dalla Bussola, e di fatto questo rimarrà l'unico concerto di Mina di cui esiste una ripresa filmata ufficiale.

Nel 1973 però, la cantante riappare nei caroselli per la Cedrata Tassoni (che girerà fino al 1977), e fa un'unica apparizione televisiva in Hai visto mai?, dove presenta il singolo Lamento d'amore. In seguito nello stesso anno si verifica un evento tragico per la vita privata della cantante: Virgilio Crocco, suo ex-marito e padre di Benedetta, rimasto un grande amico in ottimi rapporti con Mina, muore l'8 ottobre investito da un'auto mentre rientra in albergo in compagnia di un amico (rimasto invece illeso); si trovava a La Crosse, nel Wisconsin (USA). Le circostanze della vicenda non vennero mai chiarite, si ipotizzò che fosse stato un pirata della strada alla guida della vettura, o che fu un gesto intenzionale in quanto il giornalista in quel periodo stava indagando riguardo alcuni fatti scottanti. Mina non ha mai parlato in alcun modo pubblicamente dell'accaduto.

Il 1974 è l'anno del suo ultimo show televisivo, Milleluci, condotto con al fianco una allora emergente Raffaella Carrà. Poco tempo prima della trasmissione Mina dichiarò in un'intervista: «Sono stata molto male, dopo Milleluci non canterò più», infatti sua è la sigla finale Non gioco più, nel cui testo sembra esserci un presagio al suo imminente ritiro. L'addio televisivo è in grande stile, infatti questo programma può essere definito l'ultimo grande show della Televisione italiana. Il ritiro dal video sembra definitivo, anche se la radio la vede ancora partecipare a Gran Varietà nel 1979.[51]

Nel 1976 Mina, in diretta da uno studio di registrazione di Roma, presenta Colpa mia nel corso della trasmissione della Svizzera Italiana Dal Ticino con simpatia [52] .

La sigla finale del programma Mille e una luce (estate 1978), in cui Mina presenta la sua Ancora ancora ancora in modo particolarmente ammiccante (intervenne addirittura la censura con la riduzione dei particolari sulla bocca), è ufficialmente la sua ultima apparizione televisiva.

L'importante è finire (1975) ed Ancora ancora ancora (1978) vengono quindi portate al successo da una Mina sempre meno visibile sui teleschermi, ma sempre più libera, audace nelle proprie scelte musicali e nella gestione della propria attività di cantante. Entrambi i testi sono del cantautore Cristiano Malgioglio.

L'addio alle scene visive

"Mina di nuovo alla Bussola, anzi a Bussoladomani. Questo era l'evento dell'anno, perché Mina tornava alle esibizioni dal vivo dopo qualche tempo e quando Mina sale sul palco e prende il microfono, inizia lo spettacolo che non puoi perdere. E ad ogni concerto... è un trionfo. (Rete4, "Vite Straordinarie")."
(origine sconosciuta)
Il 1978 fu l'anno del clamoroso ritorno di Mina alle esibizioni dal vivo I concerti si svolsero a Bussoladomani in Versilia, introdotti ogni sera da monologhi di differenti amici comici tra cui il grande Walter Chiari, e sarebbero dovuti essere quindici, coprendo tutta la stagione estiva: in realtà furono soltanto undici a causa di un'infezione polmonare che colpì la cantante prima della conclusione del tour, che comunque riscosse un successo enorme e insuperato in termini di coinvolgimento popolare. L'ultimo di questi concerti prevedeva una ripresa televisiva e la registrazione di un terzo disco dal vivo, poi ugualmente ricavato da una prova audio che il tecnico Nuccio Rinaldis (in accordo con il direttore d'orchestra Pino Presti) aveva predisposto proprio la sera dell'ultimo suo concerto in assoluto, il 23 agosto 1978. Il disco sarà intitolato semplicemente Mina Live '78.

In quest'occasione rilascia quella che risulterà essere la sua ultima intervista. L'intervistatrice è Rita Madaro, dell'emittente privata Radio Taranto. Tale intervista è difficilmente reperibile poiché l'artista poche ore dopo averla pubblicata chiese come favore personale a Rita Madaro che non fosse trasmessa in radio, almeno non interamente, rispettando quel senso di privacy e riservatezza che, da quel momento, contraddistinguerà la cantante per tutto il suo futuro.

Sul finire degli anni settanta Mina si lega sentimentalmente al cardiochirurgo Eugenio Quaini, anch'egli cremonese, amico da sempre della cantante. Il 10 gennaio 2006 si sposeranno a Lugano e la stessa Mina in un articolo su Vanity Fair ne darà la notizia.

Gli anni ottanta e novanta

Nonostante il ritiro dalle scene, anche in seguito molte delle sue canzoni diventeranno grandi successi, tra cui Anche un uomo (1979), sigla della riedizione del quiz Lascia o raddoppia?; Morirò per te, che nel 1982 riesce ad entrare tra i primi 100 singoli della classifica dance americana di Billboard); Rose su rose, scritta da Massimiliano Pani (1984); Questione di feeling (1985), duetto con Riccardo Cocciante; Via di qua (1986), duetto con Fausto Leali; Lui, lui, lui (1988); Neve (1992); Amore (1994), secondo duetto con Riccardo Cocciante; Volami nel cuore (1996); nonché tutto il disco Mina Celentano, realizzato nel 1998 con Adriano Celentano. Fino alle più recenti Grande amore (1999), Oggi sono io (2001), Vai e vai e vai, Portati via (2005), Mogol-Battisti (2006), duetto con Andrea Mingardi e Adesso è facile (2009), con gli Afterhours, quest'ultimo uno dei pochissimi brani, insieme a Volami nel cuore, Che t'aggia dì ad avere il supporto di un videoclip promozionale, questa volta eccezionalmente realizzato con persone reali (vede infatti protagonista Benedetta Mazzini), al contrario dei precedenti creati nel primo caso con immagini di repertorio, nel secondo sotto forma di cartoni animati e nel terzo completamente al computer. Il tema della canzone Canto largo, contenuta nell'album Olio, è stata la sigla TV della soap opera di Canale 5 Vivere.

Sono del 1983, 1984 e 1985 i tre doppi album con le sigle del programma TV di Rai-Uno 30 anni della nostra storia, (con arrangiamenti di Victor Bach), pubblicando in seguito un doppio disco all'anno, alternando cover e brani inediti fino al 1995. A partire dal 1992 inizia una lunga e fruttuosa collaborazione con gli Audio2, band lanciata da Massimiliano Pani in veste di produttore discografico attraverso la PDU. Da loro saranno firmati alcuni del brani di maggiore successo fino al 2003.

Nel 1996, dopo Pappa di latte (doppio album in cui duetta, tra gli altri, con i propri figli Massimiliano e Benedetta rispettivamente nelle canzoni If I Fell dei Beatles e More Than Words degli Extreme), Mina ritorna alle pubblicazioni singole con un album di grande successo commerciale, Cremona, un significativo gesto d'amore dedicato alla sua città d'origine. Da questo momento la sua produzione si diversifica alternando album di brani inediti a monografie dedicate a generi musicali (canzone napoletana, musica sacra) o autori e artisti celebri (Beatles, Frank Sinatra, Lucio Battisti, Domenico Modugno, Renato Zero). Intanto chiude la lunga, proficua collaborazione con Luciano Tallarini e per le copertine si affida a Mauro Balletti, creatore di immagini talvolta molto stravaganti. Una delle ultime copertine create da Luciano Tallarini è datata 1979 ed è per l'album Attila, ed è stata esposta al MOMA di New York come opera di arte moderna.[54][55][56]

Nel 1996 la musica "colta" rende omaggio a Mina: il maestro Adriano Guarnieri, uno dei più significativi compositori contemporanei, presenta al Maggio Musicale Fiorentino una sua composizione, Omaggio a Mina. Sei canzoni per voce leggera, soprano e orchestra, su un testo di Euripide.

Gli anni duemila

Solo nel 2001 la cantante riappare sulle scene, anche se virtuali, attraverso Internet, sul portale Wind, dove vengono trasmesse le riprese di alcune sessioni di registrazione. Dalle riprese verrà tratto il DVD Mina in studio, con vendite record che supereranno le 50.000 copie (in un periodo in cui la media dei DVD era di circa 3.000 copie vendute per titolo). L'evento, con un record di 20 milioni di contatti, è stato fra i più seguiti di tutti i tempi in Italia.[57]

Nel 2004 esce The Platinum Collection, tripla raccolta di successi che ottiene risultati superiori alle più ottimistiche previsioni, in un momento in cui l'industria discografica comincia a lamentare una sensibile flessione delle vendite dei CD: supera le 600.000 copie vendute, comparendo regolarmente in classifica anche negli anni successivi.

Il 31 gennaio 2005 (ma era già pronto per dicembre 2004), esce Bula Bula, con due singoli di successo (Vai e vai e vai e Portati via), e la ghost-track Fever, sigla di apertura della trasmissione sportiva Quelli che il calcio. L'11 novembre 2005 esce un tributo a Frank Sinatra intitolato L'allieva nel quale, ancora una volta, Mina dimostra la sua attitudine verso un genere musicale di non facile lettura come il jazz. Nello stesso anno concede di campionare la sua voce (questo è un fatto unico, senza precedenti) per il remake, in chiave house, di Amante Amore (contenuta in Mina con bignè e Mina Live '78). La nuova versione, dal titolo Feel Like a Woman, di Gardner, è ideata da Pino Presti, autore dell'originale con Cristiano Malgioglio, e realizzata in più tracce, dalla electro-dance al nu-brazil, con la collaborazione di Stefano Colombo.[58]

Nel 2006 pubblica l'album di inediti Bau, anticipato dal singolo Mogol-Battisti (un omaggio alla mitica coppia della musica pop italiana), cantato in duetto con Andrea Mingardi, autore di numerose canzoni del disco.

Nel 2007, in occasione dell'uscita del cd di Miguel Bosè Papito, celebrativo per il trentennale di carriera, duetta con lui rivisitando in lingua spagnola una delle proprie canzoni più famose: Acqua e sale (Agua y sal), precedentemente cantata con Adriano Celentano. Il 21 settembre 2007 esce un nuovo album di Mina, Todavía, che contiene 14 tracce il lingua spagnola, 12 delle quali sono versioni di alcuni singoli più recenti, eccetto le storiche Un año de amor, Cuestion de feeling duetto con Tiziano Ferro, Parole parole, quest'ultima cantata con Javier Zanetti, terzino e capitano argentino dell'Inter, da sempre la squadra preferita dalla cantante. Il disco debutta direttamente al numero 1 della classifica degli album più venduti. A novembre sempre del 2007, esce un duetto con Giorgia, Poche parole, brano contenuto all'interno di Stonata, album della cantante romana. L'avvenimento risulta essere molto importante per Giorgia, prima interprete italiana ad aver avuto l'opportunità di duettare con Mina. In seguito la stessa Mina includerà il duetto nel suo cd Caramella.

Il 24 giugno 2008 La Repubblica riporta la notizia che Mina e Ornella Vanoni hanno inciso insieme un brano inedito, scritto da Andrea Mingardi: Amiche mai[59].

Per i cinquant'anni di carriera, la RAI realizza una collana di 10 DVD (Mina - Gli anni Rai) col meglio delle sue apparizioni televisive, dagli esordi al 1978.

Il 17 febbraio 2009 Mina torna in televisione con un video (collage della sua apparizione nel 2001), come sigla di apertura e poi di chiusura del 59º Festival di Sanremo. Il video vuole rappresentare l'evoluzione della musica italiana nel corso degli anni ed è accompagnato appunto dalla voce di Mina che interpreta il Nessun dorma dalla Turandot di Giacomo Puccini. La romanza fa parte del nuovo album di arie classiche uscito il 20 febbraio 2009 dal titolo Sulla tua bocca lo dirò. L'album viene pubblicato in tutto il mondo su etichetta Sony Classical. Il 30 ottobre 2009 esce il nuovo album di inediti Facile, anticipato dal singolo Il frutto che vuoi, scritto da Axel Pani, nipote di Mina. Nell'album è contenuto anche il brano Carne Viva che segna il ritorno di Cristiano Malgioglio tra gli autori delle canzoni della Tigre. Sempre nel 2009, dopo quasi quarant'anni, ritorna testimonial per la nuova campagna pubblicitaria Barilla, prestando la sua voce ai nuovi spot televisivi.

Collabora inoltre con settanta colleghi al nuovo doppio album di Claudio Baglioni, Q.P.G.A., in cui canta il brano L'arcobaleno, una delle sei "parti" a cui corrisponde un ricordo nella storia del disco.

Gli anni duemiladieci

Nel marzo 2010, in concomitanza del settantesimo compleanno della cantante, va in onda uno spot Barilla, diffuso anche in Germania, in cui Mina accenna alla canzone Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno.

In occasione dei suoi settant'anni, abbondantemente celebrati in tv come sul web, viene anche istituita dal gruppo Finelco (Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio) Mina ieri, oggi, domani, una web radio attiva 24 ore su 24 (temporanea dal 19 al 31 marzo, ma poi prorogata a tempo indeterminato), con una programmazione esclusiva riguardante le canzoni di Mina, dai più grandi successi alle meno conosciute.

Paolo Limiti conduce Minissima 2010, trasmissione-tributo alla cantante cremonese, in cui vengono riproposte alcune tra le più amate interpretazioni di Mina con filmati di repertorio. Il programma va in onda in prima serata su Rai 2 il 29 marzo 2010, e nonostante una rete di Mediaset trasmettesse la finale del seguitissimo talent show "Amici", la trasmissione ha un'ottima audience.

Il 25 maggio 2010, a distanza di pochi mesi dall'uscita di Facile, viene pubblicato un nuovo album di inediti, Caramella, prodotto da Massimiliano Pani e a cui collabora tra gli altri (come già in Bau e Facile) il primo nipote di Mina, Axel Pani, dando la possibilità alla cantante di allargare le collaborazioni "in famiglia". Il disco comprende quattordici tracce, tra le quali You Get Me, scelto come brano di punta per il lancio radiofonico, in cui l'artista si cimenta in un duetto a distanza con il cantante anglo-nigeriano Seal (ma è presente anche una versione cantata solamente da Mina, come ghost-track). Tre delle quattordici tracce erano già state registrate da Mina nel corso dell'ultimo decennio: Così così (già inserita nel 2001 nell'album D'improvviso di Massimo Morriconi), Amore disperato, duetto con Lucio Dalla (inserito nell'album Lucio, del 2003) e Poche parole, duetto con Giorgia, già incluso nel suo album Stonata (2007).

Nell'estate 2010, la canzone Amoreunicoamore, dell'album Caramella, fa da colonna sonora all'introduzione di "Estate d'amore", una programmazione cinematografica di Canale 5.

Un brano presente nell'album Facile, Carne viva, sarà la colonna sonora del film italiano Baciato dalla fortuna di Paolo Costella, in uscita nelle sale cinematografiche nell'ottobre 2010.

Il 10 novembre 2010, durante la puntata finale di Ti lascio una canzone, Mina riceve un omaggio alla carriera come segno d'affetto: il microfono con cui in occasione di Senza Rete, il 21 giugno di quarant'anni prima, si era esibita dal vivo per l'ultima volta all'Auditorium Rai di Napoli, lo stesso in cui ha luogo la trasmissione odierna. Per l'occasione viene trasmesso un filmato di repertorio del famoso show del 1970, nel quale la cantante interpreta il brano Non credere scritto da Roberto Soffici e Mogol. Quindi un emozionato Massimiliano Pani, giudice di Ti lascio una canzone, facendo le veci della madre, ritira l'omaggio per recapitarglielo.

Il 30 novembre 2010, come seguito dell'album Caramella, esce il CD Piccola strenna, contenente quattro brani appositamente interpretati da Mina per le imminenti festività natalizie e preceduto dal singolo Mele Kalikimaka, cover del singolo di Bing Crosby e delle Andrews Sisters del 1950 e pubblicato il 20 novembre 2010. Le stesse canzoni fanno da colonna sonora al film La banda dei Babbi Natale, film natalizio del 2010 del trio Aldo Giovanni e Giacomo. Il secondo ed ultimo singolo, pubblicato il 21 gennaio 2011 è Walking the Town.

Il 17 ottobre 2011, Mina immette in rete il brano Questa canzone, che anticipa il suo album di inediti Piccolino uscito il 22 novembre. Secondo quanto scritto in un comunicato il brano si basa su un demo a lei inviato senza alcuna informazione che potesse far risalire agli autori ed è stato quindi affidato al web affinché chi lo ha composto possa riconoscerlo e farsi vivo.[60] Qualche giorno dopo, sulla rivista Vanity Fair, viene rivelata la scoperta degli autori del brano, che risalirebbe addirittura al 1971: Mario Nobile (musica) e Paolo Limiti (testo).[61] Da alcune parti però è stato sollevato il sospetto che si sia trattato di un'operazione commerciale per pubblicizzare il nuovo disco e la pagina Facebook dell'artista.[62][63]

L'8 novembre è stata resa nota la nuova canzone scritta da Enzo Iacchetti, Buon Natale, in cui Mina canta insieme a Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Enrico Ruggeri e Roberto Vecchioni per sostenere l'Amref nella realizzazione di una diga in Kenya[64]. Il 23 novembre 2011 esce il nuovo album dell'artista, Piccolino, che vede Mina cimentarsi in dieci nuovi inediti.

Il 3 aprile 2012 viene pubblicato un altro album, Dalla Bussola.[65]

Il 12 novembre 2012, la Sony dà notizia, attraverso un comunicato stampa ufficiale, che il nuovo cd di Mina è intitolato 12 (american song book). L'album, composto da dodici standard della canzone americana, è pubblicato il 4 dicembre e - per la sua prima tiratura - viene offerto con dodici copertine differenti, una per traccia[66][67].

Le case discografiche

  • 1958-1963: Italdisc
  • 1963-1967: Ri-Fi
  • 1967-presente: PDU/GSU: distribuita dalla Durium fino al 1970, dalla EMI fino al 1996, è stata sotto il diretto controllo della RTI (attuale S4) dal 1997 al 1999; oggi è distribuita dalla Sony BMG Music Entertainment (Italy), che ha rilevato il catalogo RTI.

Dopo l'accordo per la distribuzione con la EMI vennero stretti accordi con l'etichetta argentina Fermata Records, anch'essa legata al medesimo distributore, per le pubblicazioni in America latina: Argentina, Brasile, e paesi limitrofi.

Gli arrangiatori/direttori d'orchestra

Mina ha avuto al suo fianco, nel corso degli anni, un buon numero di arrangiatori/direttori d'orchestra. Quattro l'hanno accompagnata in più occasioni al posto dei singoli più venduti nella Hit Parade italiana:

  • Tony De Vita (Tintarella di luna, Il cielo in una stanza, Moliendo Café)
  • Augusto Martelli (È l'uomo per me, Un anno d'amore)
  • Gianni Ferrio (Parole parole)
  • Pino Presti (Grande, grande, grande, E poi...).

Mina opinionista

Dal marzo del 1998 inizia a collaborare con quotidiani e riviste in veste di opinionista: scrive su Liberal fino al gennaio del 2001.

Dal febbraio del 2000 al febbraio 2011 è anche presente nella prima pagina di La Stampa.

Dall'ottobre del 2003 mantiene una rubrica sul settimanale Vanity Fair in cui risponde a numerose mail dei lettori.

In ognuno di questi casi il suo impegno è stato ed è tuttora, settimanale. Tutti i suoi scritti passati sono reperibili nel sito ufficiale della cantante, che regolarmente viene aggiornato.

Vita privata

Nell'estate del 1962 conosce Corrado Pani, attore di teatro di grande talento, che lavora anche per il cinema con Luchino Visconti in Rocco e i suoi fratelli, ed è una voce nota della radio, seguito ed ammirato in particolar modo dal mondo femminile milanese e romano.

Allora il divorzio in Italia non esisteva e Pani era sposato dal 1959 con l'attrice Renata Monteduro ma i due erano separati di fatto da diverso tempo quando iniziò la relazione con Mina, che ben presto, date le circostanze, diventa di pubblico dominio. Tutti i giorni le riviste riportano un nuovo particolare, un giudizio critico e negativo, un nuovo sviluppo della storia, molto spesso romanzato o addirittura inventato. La polemica arriva a livelli esagerati e grotteschi. Perfino padre Virginio Rotondi, noto al pubblico radiofonico per le sue trasmissioni sulla fede, s'interessa alla vicenda attraverso uno scambio di lettere con Mina, il tutto viene pubblicato sui giornali[68]. Il 18 aprile 1963 nasce a Milano, alla Clinica Mangiagalli, il suo primo figlio Massimiliano (ora arrangiatore e produttore discografico), chiamato affettuosamente "Paciughino". Dopo la nascita del figlio, la storia con Corrado entra in crisi, complici della rottura furono gli impegni lavorativi di entrambi e le conseguenti distanze fra i due.

Presto Mina ha una nuova relazione con il compositore Augusto Martelli, con cui conviverà per diversi anni.

È forse il 6 febbraio 1970, il giorno in cui Virgilio Crocco, un giornalista romano di ventinove anni, coetaneo di Mina, accompagnato dal collega Fabrizio Zampa, ex batterista dei Flippers e amico di Mina, va ad ascoltare un'esibizione della cantante a Terni. I due si conoscono nel camerino dopo il concerto ed è colpo di fulmine. Crocco, elegante e dai modi garbati, è molto diverso dagli uomini frequentati fino ad allora dalla cantante, e le ricorda l'ambiente piccolo borghese e rassicurante della sua Cremona.

Qualche incontro passionale, forse a Lugano, un articolo su Mina scritto da lui, dove è chiaro il suo coinvolgimento, frequenti telefonate e giungono improvvise le nozze: nel pomeriggio del 25 febbraio 1970, l'avvocato Gino Colabianchi accompagna gli sposi a Trevignano, sul lago di Bracciano. Mina, con capelli rossi e occhialoni gialli, indossa pantaloni svasati cammello, golf girocollo, cappotto lungo beige con cintura e stivali gialli. Virgilio, con capelli spettinati, è senza giacca, camicia rosa, cravatta blu, pullover beige e pantaloni neri.

Come testimoni il ginecologo di Mina, dottor Umberto Mileti, l'autista-segretario Sergio Palmieri con la moglie, e il professor Gabriele Muresu, amico dello sposo. Una bottiglia di champagne, la lettura degli articoli del Codice, ed il Sindaco Antonio Luciani li dichiara marito e moglie.

Gli impegni professionali dividono subito gli sposi, due giorni dopo le nozze infatti Mina si esibisce a Bari. I due, probabilmente proprio per motivi lavorativi, non vivono insieme, e dopo non molti mesi il matrimonio naufraga; sono già separati quando l'11 novembre 1971, alla clinica Mangiagalli di Milano, Mina dà alla luce, con circa tre settimane di anticipo, la sua secondogenita Benedetta, ma come nelle precedenti storie d'amore la cantante rimarrà in buoni rapporti con suo marito, fino alla morte dello stesso, avvenuta l'8 ottobre del 1973 a La Crosse, Wisconsin, investito da un'automobile in circostanze mai chiarite.

Dopo la nascita della figlia Mina inizia a frequentare Alfredo Cerruti, discografico napoletano (e membro del gruppo satirico-demenziale gli Squallor). La loro relazione durerà circa tre anni.

Sul finire degli anni settanta reincontra un amico di vecchia data, Eugenio Quaini, cardiochirurgo cremonese di diversi anni più giovane; con lui inizia una nuova e lunga relazione che culminerà con il matrimonio il 10 gennaio 2006.

Recentemente è tornata a vivere a Lugano ed è nonna di due nipoti avuti dal primogenito Massimiliano: Axel ed Edoardo, nati rispettivamente nel 1986 e nel 2004.

Onorificenze

Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana

 1º giugno 2001. Per iniziativa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Discografia

DVD

  • 2001 - Mina in studio
  • 2003 - Mina alla Bussola live '72
  • 2003 - Mina nei caroselli Barilla
  • 2008 - Mina gli anni Rai

Varietà televisivi

  • Senza rete (1967)

Filmografia

Cinema

  • Juke-box, urli d'amore, (1959)
  • I Teddy boys della canzone, regia di Domenico Paolella (1960)
  • Appuntamento a Ischia, (1960)
  • Madri pericolose, (1960)
  • Urlatori alla sbarra, (1960)
  • Mina... fuori la guardia, (1961)
  • Io bacio... tu baci, (1961)
  • Universo di notte, (1962)
  • Das haben die Mädchen gern, (1962)
  • Appuntamento in Riviera, (1962)
  • Canzoni nel mondo, (1963)
  • Per amore... per magia..., (1967)

Televisione

  • 1964 - Silvester Show (TV)
  • 1967 - Totò Ye Ye (TV)
  • 1968 - Non cantare, spara (TV)

Voci correlate

  • Lista degli artisti musicali italiani per stime di vendita

Galleria fotografica

Note

  1. 1,0 1,1 Mina (in (EN)). Allmusic.com. URL consultato il 24-12-2009 .
  2. Come dimostra un filmato di Milleluci in cui Mina, fingendo di partecipare al Rischiatutto, si presenta come una normale concorrente, lo stesso fa anche Raffaella Carrà, presentandosi per l'appunto con il suo vero nome. Si veda anche il decreto di conferimento dell'onoreficenza di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana del 1 giugno 2001 ([1]).
  3. Mina incide una canzone senza autore E va a caccia sul web per identificarlo - Repubblica.it
  4. http://archiviostorico.corriere.it/2008/ottobre/03/Liza_Minnelli_Mina_piu_grande_co_9_081003126.shtml Liza minnelli cOrriere della sera
  5. Ornella Vanoni Mina è la più grande cantante italiana, anche se da alcuni anni non le importa niente di cantare, e si sente. Io la invidiavo moltissimo per quel suo successo...
  6. Mina canta brano sconosciuto
    e chiede al web: «Chi l'ha scritto?» - Culture - l'Unità
  7. Tanti auguri a Mina, regina «in esilio» della musica leggera - Il Sole 24 ORE
  8. Da Presley a Porter Ecco le grandi canzoni della nostra America. URL consultato il 23 dicembre 2012 .
  9. Citazione di Massimiliano Pani durante la puntata del 24 settembre 2011 di Ti lascio una canzone
  10. "E Mamma Mina cestinò i complimenti dei Beatles" - Repubblica.it
  11. Il Tempo - Mina, l'ultima imperatrice
  12. http://www.radioitalia.it/web/artista.php?id=136
  13. 13,0 13,1 Malgioglio: "Per i 70 anni di Mina si sono scatenate tutte le più grandi star mondiali" - Adnkronos Spettacolo
  14. 14,0 14,1 14,2 CORRIERE DELLA SERA.it - Forum - Fegiz Files
  15. Vivimilano.it - Pavarotti: «Il mio sogno è un duetto con Mina»
  16. Buon compleanno
  17. Mina, i mille volti di una voce, di Romy Padoano, Arnoldo Mondadori ed., 1998
  18. lEspresso - Fellini: 'Avrei voluto dirigere Mina'
  19. T. Crotti-G. Bassi, Mina prima di Mina, Rizzoli Editore, 2007, pag. 73
  20. Nino Romano, Mina, mito e mistero, Sperling & Kupfer Editori, 1996, pag. 4
  21. Mina - Voci Divine - NON HO MAI PERSO LA BUSSOLA - Sergio Bernardini (prima parte)
  22. T. Crotti-G. Bassi, Mina prima di Mina, Rizzoli Editore, 2007
  23. P. Belluso-F. Merkel, Unicamente Mina, Gammalibri 1983, pag. 12
  24. T. Crotti-G. Bassi, op. cit., pag. 43 e segg.
  25. T. Crotti-G. Bassi, Mina prima di Mina, Rizzoli Editore, 2007, pag.10
  26. T. Crotti-G. Bassi, Mina prima di Mina, Rizzoli Editore, 2007, pag.49
  27. T. Crotti-G. Bassi, Mina prima di Mina, Rizzoli Editore, 2007, pag.53
  28. 28,0 28,1 T. Crotti-G. Bassi, Mina prima di Mina, Rizzoli Editore, 2007, pag.57
  29. minamazzini.com il sito ufficiale di Mina
  30. http://www.minamazzini.com/vanityfair/406 Consultato il 22 Ottobre 2011
  31. Marcello Bufacchi, Mina 1958-2005 Ancora insieme, Editori Riuniti 2005, pag. 13
  32. T. Crotti-G. Bassi, op. cit., pag. 64
  33. Marcello Bufacchi, op. cit., pag. 14
  34. Tutte le copertine di Sorrisi e Canzoni TV dedicate a Mina
  35. AA.VV. Mina - Le immagini e la storia di un mito, Eden Edizioni 1992, pagg.14-18
  36. 36,0 36,1 "Mina ha conquistato dal vivo gli spagnoli", Oggi, 1º febbraio 1962
  37. "Banzai Mina! Bentornata Mina!", Musica e dischi, 25 giugno 1961
  38. "Mina ha stregato il Venezuela", Gente, 25 agosto 1961
  39. "Mina-Show a Vienna", Il Tempo, 24 febbraio 1962
  40. "Mina incide in tedesco"Musica e dischi, 1º aprile 1962
  41. "Mina ha conquistato la Germania", Grand Hotel, 14 luglio 1962
  42. La semana mobil en Caracas, 1º agosto 1962
  43. P. Belluso-F. Merkel, op. cit., pag. 17
  44. Giulio Orecchia, "Brava, bravissima e scandalosissima", Oggi, 50 anni con Mina, numero da collezione, 1º febbraio 2009, pag. 19
  45. F. Fratarcangeli, "Mina talk", Coniglio Editore, 2005, pag. 87
  46. Federico Fellini e Mina - YouTube
  47. http://www.minamazzini.com/news/ Articolo "Il ritorno di Mina" di R. Tamburello, tratto da Gente, nel 7 giugno 1978
  48. http://www.hitparadeitalia.it/schede/e/e_poi.htm.
  49. Aldo Dalla Vecchia, "Mina live! 23 agosto 1978", pubblicato su Sorrisi e Canzoni del 25 agosto 2003
  50. P.Belluso-F.Merkel, op. cit., pag.21
  51. P. Belluso-F. Merkel, op. cit., pag. 22.
  52. [2]
  53. Un'orchestra da grande show di Las Vegas
  54. 1979 Nascita di una copertina su Mina 1958 - 2011
  55. Pubblicato POP LIFE una vita in copertina di Luciano Tallarini (fpsk)
  56. POP LIFE - Una vita in copertina di Luciano Tallarini
  57. quotidiano La Stampa
  58. http://forum.corriere.it/fegiz_files/23-08-2005/mina_gioca_a_fare_la_dance_feel_like_a_woman-443598.html.
  59. Rory Cappelli e Gino Castaldo, "La Vanoni canta con Mina: è la prima volta insieme", La Repubblica, 24 giugno 2008. Consultato il 29 giugno 2008.
  60. minamazzini.com il sito ufficiale di Mina
  61. «Gli autori del brano di Mina siamo noi»
  62. Mina e la canzone senza autore, sul Web è partita la caccia. Il Secolo XIX, 17 ottobre 2011. URL consultato il 21-10-2011 .
  63. Massimo Giuliano. Il web insorge contro Mina: Con Questa canzone ci sta prendendo in giro. News mag, 18 ottobre 2011. URL consultato il 21-10-2011 .
  64. Il Giorno - Blue Notes - Enzo Iacchetti canta con Mina, Baglioni e Dalla per lAfrica
  65. http://testimusica.myblog.it/archive/2012/03/19/mina-dalla-bussola-2012-tracklist-album.html
  66. Comunicato stampa - MINA 12 (american song book).
  67. Pippo Augliera. "12 (american song book)" il nuovo disco di Mina con classici da Cole Porter a James Taylor. musicalnews.com, 13 novembre 2012. URL consultato il 13-11-2012 .
  68. Giulio Orecchia, "Brava, bravissima e scandalosissima", Oggi, 50 anni con Mina, numero da collezione, 1º febbraio 2009, pagg. 10-19

Bibliografia

  • 1964 - Incontri impossibili a cura di Sennuccio Benelli (Lerici editori)
  • 1980 - Mina, come sono di Gianni Pettenati (Virgilio editore)
  • 1981 - Mina, Milva, Vanoni e altre storie di Gianfranco Manfredi *Lato Side
  • 1983 - Mina, la voce di Mario Guarino (Forte editore)
  • 1983 - Unicamente Mina di Flavio Merkel e Paolo Belluso (Gammalibri)
  • 1983 - La leggendaria Mina di Osvaldo Miccichè (Editore: PDU Italiana Edizioni Musicali S.r.l./Curci)
  • 1984-1985-1986 - Protagonisti italiani degli anni '80 3 volumi di AA.VV. - 2° volume Perché lei (Laterza Editori)
  • 1986 - Mina. Storia di un mito di Nino Romano (Rusconi editore)
  • 1990 - Mina nelle fotografie di Mauro Balletti (Campanotto Editore)
  • 1992 - Mina - Le immagini e la storia di un mito di AA.VV. (Eden editore)
  • 1996 - Mina - Mito e mistero di Nino Romano (Sperling & Kupfer)
  • 1997 - Mina - I miti di Antonella Giola e Daniela Teruzzi con Gherardo Gentili (Arnoldo Mondadori Editore)
  • 1998 - Mina - I mille volti di una voce di Romy Padovano (Arnoldo Mondadori Editore)
  • 1998 - Divina Mina di Dora Giannetti (ed. Zelig)
  • 1998 - Mina di Roberta Maresci (Gremese editore)
  • 1998 - Mina - Una forza incantatrice di Autori Vari, curato da Franco Fabbri e Luigi Pestalozza (Euresis editore)
  • 1999 - Mina - La sua vita, i suoi successi di Gianni Lucini (Sonzogno editore)
  • 1999 - Mina, il mito (Tempo Libro editore)
  • 1999 - Studio Mina a cura di Flaviano De Luca (Elle U Multimedia)
  • 2001 - Mina disegnata fotografata -Copia d'autore-
  • 2001 - Mina: Gli anni Italdisc 1959 - 1964 (Archivio e ricerca del materiale: Marco Castiglioni, Fulvio Fiore e Maurizio Maiotti. Testi: Marco Castiglioni e Fulvio Fiore. Stesura testi: Stefania Fiore, Barbara Alari. Grafica: Maurizio Maiotti) (Satisfaction editore)
  • 2005 - Mina 1958 - 2005 Ancora insieme di Marcello Bufacchi (Editori Riuniti)
  • 2005 - Mina talk. Vent'anni di interviste. 1959-1979 di Fernando Fratarcangeli (Coniglio editore)
  • 2006 - Mina, il fascino della tigre di Irene Ghea (Edizioni Ferdinando Lo Vecchio)
  • 2007 - Mina prima di Mina di Tato Crotti e Giovanni Bassi (Rizzoli)
  • 2008 - Mina parole...parole...parole... di Fernando Fratarcangeli (Arcana Edizioni)
  • 2009 - Insieme Mina Battisti - 1972: Il duetto a Teatro 10 e la fine del sogno italiano di Enrico Casarini (Coniglio Editore)
  • 2009 - M as Mila - Mila Shön Testi di Patrizia Gatti, Art Director Daniele Costa, Fotografie di Ugo Mulas (Electa)
  • 2012 - Mina, nasce a Busto Arsizio la tigre di Cremona, in Gli urlatori, tutti i figli di Elvis, di Enzo Giannelli, Roma, Armando Curcio Editore, 2012, pagg. 71-83

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