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Fuoco

Rachel, un violino ecologico

La violinista svizzera Rachel Kolly d'Alba. - Fonte: www.racheldalba.com La violinista svizzera Rachel Kolly d'Alba. (Fonte: www.racheldalba.com)

Vive in una casa nel bosco sulle rive del lago Lemano la più grande violinista svizzera degli ultimi cent’anni. Un vortice di virtuosismo e sapienza musicale che ha debuttato anche negli Stati Uniti e che con l’ultimo cd esplora la musica fin de siècle fra Ottocento e Novecento. E fra un concerto e l’altro, scrive racconti e novelle.

Da bambina sognava di vivere in una casa su un albero, come Cosimo nel romanzo Il Barone rampante di Calvino. E la predilezione per la vita nella natura è rimasta intatta, visto che il suo buen retiro è un tipico chalet svizzero circondato da boschi e con una vista mozzafiato sul lago Lemano, nel canton Vaud. È qui che la violinista svizzera Rachel Kolly d’Alba (quando non suona nel mondo) si rifugia con la figlia, senza radio né televisione. Per studiare e riflettere sul senso profondo dell’interpretazione classica, in un ambiente ecologico. Trentaquattro anni, losannese, una delle virtuose d’archetto più amate per la sofisticata originalità dei programmi (come nel recente cd Fin de siècle edito da Warner, in cui abbina lavori di Chausson e Franck). Rachel sarà il 16 maggio all’Eglise Saint-François di Losanna con l’organista Benjamin Righetti, poi il 5 giugno al Casino de Montbenon insieme al pianista Christian Chamorel per suonare Schubert, Ysaÿe e Strauss. Sempre ben disposta a ravvivare questo alone fascinoso da artista romantica. Perennemente in fuga dal mondo, per cogliere il meglio della vita. «Passo circa la metà dell’anno in questo luogo magico, immerso nella natura, ricevendo talvolta gli amici e cucinando per loro. Sembra la versione live della sinfonia »Pastorale” di Beethoven, mi riempie di gioia. Ma mi piace tantissimo anche girare il mondo, visitare posti diversi e avvicinarmi a nuove culture. Tra l’altro, nel 2013 ho avviato un progetto di beneficienza in Cambogia, in qualità di ambasciatrice per Handicap International, aiutando la popolazione nel portare la musica nei villaggi e partecipando ad alcuni programmi educativi per bambini».

Il debutto a 12 anni

Rachel Kolly d'Alba - Fonte: www.racheldalba.com Rachel Kolly d'Alba (Fonte: www.racheldalba.com)

Al violino si è avvicinata prestissimo, quando aveva 5 anni. «Anche se non erano musicisti, i miei genitori mi portavano spesso ai concerti. La folgorazione scoccò dopo una visita a una mostra di violini Stradivari (non è un caso che adesso suono uno Stradivari del 1732, in prestito da un collezionista francese). Poi, una volta intrapreso il percorso di studi, ho iniziato a impegnarmi a fondo e a divertirmi confrontando interpreti diversi sui dischi e cogliendo le differenze fra suono e vibrato». L’apprendistato in realtà si è rivelato lungo: prima gli studi al Conservatorio di Losanna (diploma a 15 anni in violino e musica da camera, tre dopo il debutto), poi il perfezionamento all’Università di Berna nella classe di Igor Ozim, per non parlare dei master da camera con Franco Gulli a Bloomington, Thomas Kakuska del Quartetto Berg, Thomas Brandis, Ivry Gitlis e Bruno Canino, ma anche degli studi di composizione (Michel Jarrell) e orchestrazione. Un lavoro radicatissimo, profondo, che ha dato i suoi buoni frutti nel 2005 con la vittoria dell’International Competition «Julio Cardona». Ma la spiccata originalità di questa musicista («la miglior solista svizzera dell’ultimo secolo» come l’ha incensata tempo fa la Sonntagszeitung), che nel 2012 è stata protagonista di un folgorante debutto a Chicago, è soprattutto un pensiero che scava alla radice dell‘arcipelago musicale, con moduli variegati. Non solo nel prediletto repertorio francese – «adoro quel meraviglioso ventaglio di colori e di atmosfere diffuso da autori come Fauré, Lekeu e Chausson» – ma anche a stretto contatto con autori contemporanei (Murail, Gaudibert, Wyttenbach).

Passioni letterarie

E anche scrivendo testi sulla musica nella filosofia di Kant e Nietzsche, oltre a racconti e novelle. «Cose molto belle, senza dubbio. Anche se in realtà è quando suono che mi sento pienamente realizzata».

Concerti con Rachel Kolly d'Alba
Rachel Kolly d'Alba nel programma di Radio Swiss Classic


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